Dalise da Castrocaro a New York

Dalise da Castrocaro a New York

Diamo il benvenuto a una cantante molto interessante, che ha saputo trarre grandi soddisfazioni dal suo talento, convogliandolo in esperienze e produzioni di rilievo.

Oggi DALISE, dopo essere vincitrice del Festival di Castrocaro, del Festival della canzone italiana a New York, essere stella di The Voice of Italy 2018, Rai Telethon, Scanzonissima e potrei continuare ancora a lungo, lavora al fianco dell’etichetta The Web Engine per la promozione del nuovo singolo “Come vorrei”.

Ci fregiamo della sua disponibilità e schiettezza, ringraziandola per il tempo e la cortesia dimostrataci. Scopriamo perciò questa straordinaria artista!

Com’è nata la tua passione per la musica?

Ehm…non saprei. Ero piccola e ricordo che ballare e cantare mi faceva sentire bene. Quella sensazione non è mai andata via….

Come è stato concepito il singolo “Come vorrei”?

Ero a Ginevra per dei concerti e nel periodo di novembre, quando ricorre la Giornata internazionale per la lotta contro la violenza sulle donne, un’alone di tristezza e insoddisfazione mi assale sempre. Scrissi sul mio quaderno di canzoni “come vorrei togliermi di dosso tutto il peso dell’umanità “ e poi ho lasciato che questa frase lavorasse dentro di me.

E com’è nato il suo videoclip?

L’arrangiamento di Roberto Vernetti ha catapultato me e Stefano Zanchetti, co- autore e direttore artistico del mio progetto, in uno spazio indefinito, onirico. Abbiamo interpretato le scelte di Roberto come la colonna sonora di un film e abbiamo pensato alle immagini che più naturalmente rappresentassero il mood e le sensazioni del brano.

Sarà presente in un album?

Lo spero, ma è difficile fare programmi in questo momento

Raccontaci di “Ho!”

È un mio brano del 2016. L’ho presentato alle selezioni di Sanremo Giovani dopo aver vinto il Festival di Castrocaro. È la puntata zero del mio modo di parlare nelle canzoni della questione femminile. In quel caso lo feci con l’ironia. Ricordo ancora la faccia di Giovanni Allevi (allora in commissione) quando è partito il ritornello “Non te la doooo…”.

E dei tuoi singoli “Adesso tocca a me” , “Lontano” e “Semplicemente e basta”

“Lontano“ ha una grande forza dal vivo. In ordine di scrittura, è stato il primo brano ad avere una tessitura melodica bassa e mi ha fatto scoprire che la forza della mia comunicazione sta più nelle parole che nelle note acute. “Adesso tocca a me” è un cazzotto nello stomaco, una denuncia più che una canzone. La scrissi dopo aver letto l’ennesima notizia di violenza sessuale. È una realtà che non riesco a sopportare. Mi sento coinvolta in prima persona e quella volta ero talmente arrabbiata che scrissi questa canzone. In caso di violenza, sarò sempre dalla parte delle donne, tutte le donne.

“Semplicemente e basta” è l’anteprima dell’artista che sono oggi. Mi sono resa conto che parlare di donne, del mondo femminile e del corpo delle donne mi fa sentire bene, mi dà uno scopo, mi sembra di dare il mio contributo affinché si attui un cambiamento culturale, individuale e sociale, che riguarda le donne.

Quali sono le tue influenze artistiche?

Le mie muse internazionali sono Celine Dion ed Annie Lennox. Attualmente sono molto ispirata dal percorso artistico di Miley Cyrus (un deja-vù degli anni 80).

Ho ascoltato tanta musica italiana ma ho sempre cantato Anna Oxa, Mia Martini, Irene Grandi, Matia Bazar, Fiorella Mannoia. Io amo le melodie della canzone italiana.

Quali sono le tue collaborazioni musicali?

In questo ultimo singolo c’è la collaborazione con Roberto Vernetti. Ma la storia continua….

E la collaborazione con l’etichetta “The web engine” nel tuo lavoro in promozione

Pensa che l’etichetta avrebbe dovuto pubblicare un mio disco di cover nel 2018, quando ci siamo conosciuti. Poi hanno ascoltato “Adesso tocca a me” e abbiamo cambiato strada.

Quel disco di cover non è mai più uscito… The Web Engine è una piccola realtà ma lavora con me al 100% e mettendo in campo tutte le risorse possibili. Crede nel mio progetto dall’inizio e questa è una cosa meravigliosa.

Quali sono i contenuti che vuoi trasmettere con la tua arte?

Beh, i contenuti sono nelle mie canzoni, ma non ho come obiettivo quello di trasmettere qualcosa. Vorrei piuttosto condividere, creare occasioni di riflessioni dove le persone possano sentirsi incluse e formare una comunità che ha in comune la visione del mondo. Per me la musica è l’ultimo baluardo di progresso non pericoloso per l’umanità.

Raccontaci le tue pregiate esperienze al fianco di grandi artisti, quali Maurizio Battista e Gabriele Cirilli, e su grandi palchi/manifestazioni come il Festival della canzone italiana a New York, The Voice of Italy 2018, per citarne alcuni

Maurizio mi ha insegnato l’importanza del rapporto empatico con il pubblico. Gabriele mi ha dato la possibilità di portare la classe in scena. Di entrambi ho un ricordo bellissimo. Per quanto riguarda festival e talent, li considero tutti delle prove sul percorso e non delle mete o dei riconoscimenti, anche se qualcuno ne ho portato a casa. Ma la verità è che non si finisce mai di imparare. Tutte queste occasioni mi spingono ad essere sempre più meticolosa nelle performance, soprattutto se si tratta di un “buona la prima” perché al di là delle soddisfazioni artistiche e personali che tali performance regalano, è sempre il pubblico il motivo per cui sono sul palco.

Come stai vivendo da artista e persona questo periodo del covid-19?

Lo sto usando come fonte di occasione e test per la forza di volontà. Ho perso molti lavori e vorrei cogliere l’occasione per ringraziare il Nuovo Imaie per il sostegno continuo e solido che ha fornito a me e agli altri iscritti all’istituto. Dall’altra parte però ho conosciuto Roberto Vernetti, prodotto il nuovo singolo, sto leggendo tutti i libri che mi ero promessa di leggere e ho più tempo da dedicare alla scrittura creativa e allo sport.

Desidero portare sul palco il meglio di me quando si potrà ritornare dal vivo.

Quali sono i tuoi programmi futuri?

Diventare familiare a tuti voi.

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