UBO senza segreti, da “Rapida (Beh tanto)” ai più interessanti retroscena!

UBO senza segreti, da “Rapida (Beh tanto)” ai più interessanti retroscena!

Con grande riconoscenza diamo il benvenuto a UBO, artista poliedrico che ci sorprende coi suoi prodigi artistici. Recentemente impegnato nella promozione del lavoro “Rapida (Beh tanto)”, leggiamo con curiosità l’intervista a UBO, grati e onorati per il suo tempo e la cortesia riservataci! In punta di piedi ma con la curiosità di un bambino entriamo nella musica e nella vita, UBO si svelerà con quelle che sono le collaborazioni, le esperienze, e i progetti futuri. Andiamo a capofitto a fondo e diamo un caloroso benvenuto a UBO!

Studi, gavetta, sudore e soddisfazioni… vogliamo conoscere la tua storia e il tuo intero percorso!

Ho iniziato a suonare la chitarra a 14 anni e già a 15 scrivevo le prime canzoni con i Travel Boys, con cui vincemmo un concorso per minorenni a 16 anni grazie a pezzi pop-rock originali. Dopo una pausa, a 19 anni sono tornato sulla scena come chitarrista solista dei Cea Park, per poi formare i Dr. Divago a 20 anni. Con loro abbiamo vissuto la fervida scena della bassa reggiana, arrivando ad aprire il concerto dei 99 Posse alla festa dell’Unità di Gorganza. Purtroppo, nonostante il materiale fosse pronto, il disco non vide mai la luce in studio e la band si sciolse dopo due anni.

Immediatamente dopo sono entrato nei Korova Milk Bar (prog-funk metal), con cui abbiamo fatto due concerti esplosivi a Reggio Emilia, guadagnando una certa fama locale prima di scioglierci nel 1996. Successivamente ho collaborato con diversi musicisti reggiani, tra cui Elisa e Alessandro Lugli, per un EP mai distribuito. Dal 2000 al 2019 ho appeso la chitarra al chiodo, suonando solo raramente per noia. Nel 2019 sono nate le prime idee, ma è solo nell’aprile 2024 che è nato ufficialmente il progetto What If. Grazie alla Qanto Records, l’album è finalmente disponibile dal 6 febbraio 2026. È la mia prima pubblicazione ufficiale: il lavoro è compiuto, ma è solo l’inizio.

Com’è nata la tua passione per la musica?

È nata grazie a un amico, un personaggio del mio paese d’origine, Cavriago. Fondamentalmente sono un autodidatta; non ho mai avuto una vera ambizione commerciale, mi è sempre bastato saper suonare. What If però mi ha risvegliato: lavorare con Elisa e Sandro è stato rigenerativo.

Com’è nato “UBO”, il suo personaggio e il suo sound?

UBO è il nome di un cane che avevo in comune con la mia compagna di una vita; lui ora è “trapassato”, lei invece è molto evoluta e felice. Il sound di UBO è difficile da definire, non lo capisco nemmeno io, ma c’è, si sente. È un’entità che per ora risente della mancanza di un batterista ufficiale, ma che ha una sua identità precisa.

Come è stato concepito il lavoro “Rapida (Beh tanto)”?

È nato a casa mia: io, una Fender Jazzmaster e una drum machine. In seguito sono arrivati il testo e la voce. Ho aggiunto una sovraincisione di chitarra e poi ho sottoposto il tutto all’ascolto di Elisa e Sandro, che hanno completato il brano in modo esemplare con i loro strumenti.

Si sa che un’immagine vale più di mille parole, ma le note non sono da meno! Il lavoro è stato valorizzato da una clip?

Per ora non è prevista alcuna clip video.

Quali sono i contenuti che vuoi trasmettere attraverso la tua arte?

La mia arte contiene ciò che si vuole o si può cogliere, sia a livello sensoriale che spirituale. Non c’è un messaggio univoco, dipende dalla sensibilità di chi ascolta.

Parliamo delle tue esperienze live: è previsto un tour per questo disco?

Ho suonato molto dal vivo con vari gruppi negli anni ’80 e ’90. Portare What If sul palco sarebbe un gran bel viaggio musicale — parola di UBO — ma al momento ci sono diversi problemi logistici da risolvere.

Cosa ne pensi della scena musicale italiana? Cosa cambieresti o miglioreresti?

Sinceramente non seguo la musica italiana dagli anni ’90. Mi pare ci sia pochissimo di valido o ascoltabile, fatte salve alcune eccezioni nel jazz o nella musica classica. Non cambierei nulla del sistema, semplicemente sceglierei di ascoltare altro: è come se dovessi decidere di comprare una Citroën C3 invece di una Fiat 500.

Oltre al lavoro in promozione, quale altro brano del disco ci consigli di ascoltare?

Direi “Microbo” e “Via con me”. Quest’ultima è molto lunga e contiene un assolo di chitarra “martoriato” dalla mia approssimazione: è un “buona la prima”, tutto improvvisato senza strumenti d’appoggio. Un caso raro in cui l’assolo è nato prima degli altri strumenti.

È prevista l’uscita di un disco fisico?

Il disco è già uscito in digitale il 6 febbraio per Qanto Records. Si intitola “What If – Il raschio del fondo celeste”.

Progetti a breve e lungo termine?

Certamente. Sto già lavorando a un nuovo disco: il corso della UBO Band non è affatto finito. Speriamo di trovare i mezzi economici necessari; la musica, quella, ci sarà sicuramente.