“Teatro Rock a uso post-ipnotico”, il nuovo album della band Sabbie Nobili

“Teatro Rock a uso post-ipnotico”, il nuovo album della band Sabbie Nobili

Fuori nel 2025 “Teatro Rock a uso post-ipnotico”, l’album de Le Sabbie Nobili. Cinque tracce a metà tra il monologo teatrale e il concerto rock, la narrazione si sviluppa ritmica e tragicomica.

Nel album de Sabbie Nobili si esplora la psiche umana e le relazioni disfunzionali che incrocia. L’io narrante fa un salto indietro e tra terapia ed evocazioni del passato, arriva alla presa di coscienza di quello che è successo in una danza di voci e musiche, in cerca di liberazioni.

Il disco ha stili differenti. Passiamo da brani che sono più narrati che cantati, come “9000 Hal”, “Mea Culpa Blues” e “Vorrei”, per poi finire in ballad come “Nuovo Giorno” e “Qui”. Non manca però anche il rock punk di “T.S.O.”.

Si tratta di un disco che mostra il meglio della band e la sua capacità di spostarsi tra stili diversi senza perdere la propria peculiarità.

TRACK BY TRACK

9000 HAL” attesta l’incontro con una giovane ragazza al silicio, nel senso che è robotizzata come 9000 Hal, il famoso computer di “2001 odissea nello spazio” di Kubrick, in questo pericolosa come il suddetto.

VORREI” è il ricordo di un incontro tra l’io narrante e la sua musa, appena diciottenni, dove si nota come, nonostante siano coetanei, lei “ha molta esperienza, troppa, nelle ossa” e abbia la funzione di iniziatrice, e lui di nerd iniziato.

In “QUI” i due stanno insieme, la canzone racconta della loro intimità e pienezza assolute, dove però, vivendo in un mondo duale, “l’Eden non lo puoi tenere”.

T.S.O.” sgorga da una lite per gelosia, e l’io narrante invoca un t.s.o. che lo salvi dal crollo imminente di quella relazione, chiedendo aiuto: “con i venti del tuo ventre mi conquisti, mi rimesti, io annaspo nel tuo corpo, ho bisogno di un contrasto, un sostegno, fate presto, solo un dito m’è rimasto”.

In “MEA CULPA BLUES” si chiude il cerchio dell’analisi, aperto con 9000 HAL (una accusa a una lei) dove invece l’io narrante si rende conto che tante delle accuse che imputava alle sue controparti femminili in realtà sono responsabilità sua, del suo comportamento inconsapevolmente predatorio e del suo background (“i casini che rotolano nell’albero genealogico senza vaselina”). E’ una presa di coscienza, una richiesta di scuse, un mea culpa, appunto.

NUOVO GIORNO” è fuori dalla vicenda narrata, ma è pertinente al contenitore dell’album che ha per tema centrale la relazione uomo-donna. Parla di una ragazza che dopo molto tempo si concede un po’ di tenerezza con un uomo in apparenza simpatico e brillante che invece la porta a casa e la stupra. E il cantato è la voce della sua coscienza che si aggrappa alla consolazione.