Onorati e privilegiati, diamo il benvenuto a Pete Jersey , artista poliedrico che sta raccogliendo consensi crescenti nel pubblico italiano. Recentemente impegnato nella promozione del lavoro “Via”, condividiamo con piacere l’intervista a Pete Jersey , grati e onorati per il suo tempo e la cortesia riservataci! Entriamo più a fondo nella vita e nelle opere, Pete Jersey si aprirà a noi con quelle che sono le collaborazioni, le esperienze, e i progetti futuri. Tuffiamoci in questo mondo speciale e diamo un caloroso benvenuto a Pete Jersey !
Com’è nata tua la passione per la musica?
La mia passione per la musica è esistita sin dai primi momenti. La scintilla vera fu un progetto scolastico, organizzato dal padre di un mio compagno delle elementari che, ispirato dal film “School of Rock”, mi fece scoprire cosa significa indossare delle cuffie in studio, sentirsi nel proprio “habitat naturale” e desiderare che ciò diventasse l’unico mio destino da seguire.
Descrivi “Pete Jersey” e il suo personaggio, i suoi pregi e i suoi difetti
Pete Jersey è costante rinascita, evoluzione, passione e determinazione. Un difetto potrebbe essere quello di non riuscire a vivere certe emozioni normalmente, ma di scrutarle dai propri silenzi e dai dolori altrui, trasformandole in musica sottoforma di domande da porre e risposte da trovare.
Da un incontro o da uno scontro, tutto può essere ispirazione. Com’è nato il lavoro “Via”?
Essendo anche un’esperienza autobiografica, “Via” nasce dal bisogno di chiedere aiuto, di trovare la forza per raggiungere la piena consapevolezza di sè stessi come unica via d’uscita dalla dipendenza affettiva; male di questo secolo di cui si parla troppo poco o nel modo sbagliato.
Si sa che un’immagine vale più di mille parole, ma le note non sono da meno! Il lavoro è stato valorizzato da una clip?
Assolutamente ! Per questa storia è stata utilizzata la sua location perfetta: il cinema. L’idea era quella di creare un “film all’interno di un film”, dove la proiezione di un male condiviso ci guida verso un finale inaspettato.
Il lavoro fa parte di una serie di uscite che culminerà in un disco?
Si. Il titolo del disco, ” Storie D’Annate “, è ciò che racchiude l’insieme di lavori. L’apostrofo ci da due signficati: oltre a trattarsi di avventure dal sapore
“agrodolce “, sono tematiche universali che interessano tutti, dai più giovani fino ai più maturi.
Cos’è per te l’arte, la musica?
L’arte e la musica sono un concetto talmente sacro da rendere difficile attribuire loro definizioni precise. È come se la musica fosse la personificazione dell’amore, che da Madre Natura raggiunge il battito dei nostri cuori e ci completa. L’arte ci dona l’immortalità: una foto, un quadro, una scultura, una canzone o un film, restano per sempre. Un potere che trascende il creato. Fare musica ti fa sentire proprio così, un supereroe con un potere e con la responsabilità di bramare l’immortalità, non per te stesso, ma per i messaggi d’amore e speranza che diffondi tramite essa.
Quali sono le tue influenze artistiche?
I miei preferiti sono Elvis, Freddie Mercury e Michael Jackson, quest’ ultimo in particolare. Mi piacciono l’unione tra sensibilità emotiva e l’adrenalina pura attraverso le canzoni, i sintetizzatori e le sonorità della west coast statunitense.
Quali sono i contenuti che vuoi trasmettere attraverso la tua arte?
Voglio trasmettere tematiche universali che interessano tutti, grandi e piccoli, messaggi di speranza e di cambiamento interiore. Sono felice che i testi dei miei brani siano molto significativi, parlano da sè.
Parliamo delle tue pregiate esperienze di pubblicazioni, live, concerti o concorsi?
In passato ho avuto modo di sperimentare e di fare comparse dal vivo. Ho partecipato a contest, provini e piccole situazioni televisive. Un’esperienza pregiata è quella che sto vivendo al momento, marcata da un lavoro scrupoloso e tanta professionalità, da parte mia e del mio team.
Cosa ne pensi della scena musicale italiana? E cosa cambieresti/miglioreresti?
Mi piace il rapporto che si crea tra gli artisti italiani ed il pubblico, siamo tra i migliori al mondo come audience. Credo che in Italia manchi quella voglia di confrontarsi col panorama globale e che il settore Pop, un “evergreen” tra i generi, non sia messo in risalto e spettacolarizzato come accade negli Usa o nel fenomeno Kpop.
Oltre al lavoro in promozione quale altro brano ci consigli di ascoltare?
I brani in promozione sono attualmente i primi ad esser pubblicati di questo progetto, dunque vi consiglio di ascoltarli di volta in volta e di osservare un bellissimo progetto prendere forma.
Quali sono i tuoi sogni nel cassetto?
Sogno di realizzare un tour negli stadi, di espandere la mia musica all’estero e di utilizzarla nel cinema, come fanno i grandi. Sogno di raggiungere esperienze da record sia in ambito professionale che umanitario.