Azzurra, una cantante fotografa della realtà

Diamo il benvenuto a una giovane e interessante artista, che ha pubblicato da poco un brano evocativo, intimo e quotidiano. Diamo il benvenuto ad Azzurra Sorgentone, che con “Segreteria”, dallo scorso 3 novembre, ci sta allietando in radio e streaming.

Dotata di energia e inventiva, la cantante, di origini teramane, prosegue un interessante percorso artistico che, come nelle migliori storie musicali, parte da lontano, con la passione trasmessa dalla famiglia e rodata sul campo e su prestigiosi palchi. Ringraziamo Azzurra e facciamoci raccontare da lei di più sul suo percorso artistico e di vita.

Com’è nata la tua passione per la musica?

Mio padre da giovane era un musicista e ha trasmesso a me e i miei fratelli la passione per la musica. Ho iniziato prendendo lezioni di tastiera e successivamente di canto. È stato anche grazie a mio padre se ho iniziato a cantare ai matrimoni. È stata una gavetta intensa: non è facile guadagnarsi gli applausi quando tutti sono concentrati a godersi la festa e quando ci riesci torni a casa felice di non essere stata solo un semplice sottofondo

Come è stato concepito il singolo “Segreteria”?

I primi versi della canzone “Segreteria” sono nati in una domenica mattina uggiosa quando vivevo a Milano. Sono la fotografia di un momento autentico e sono rimasti così come li avevo scritti la prima volta. Il ritornello l’ho completato alcuni mesi dopo perché non riuscivo a trovare la chiave per esprimere il concetto di indifferenza. Non so come mi è poi venuto in mente il paragone con la segreteria telefonica!

E com’è nato il suo videoclip?

Avevo le idee chiare sul quello che sarebbe dovuto essere il videoclip: qualcosa di vero, semplice, in cui tutti avrebbero potuto rispecchiarsi e sono soddisfatta del risultato. In fondo credo sia capitato a tutti di trascorrere una domenica con momenti frivoli e malinconici.

Raccontaci del tuo brano d’esordio “Brava”

Il singolo “Brava” è la presentazione di me stessa. Non è un autoelogio anzi, l’aggettivo brava l’ho usato in modo ironico per prendermi in giro. È un’incitazione a liberarsi delle paure e dei limiti che spesso ci poniamo e un invito a seguire i propri sogni.

E “Guarda Monet”?

“Guarda Monet” è un brano di rinascita. Parlo di cicatrici dorate perché a distanza di tempo certe ferite mi hanno aiutato a vedermi intera. Da lontano le cose acquistano un altro senso, proprio come in un quadro di Monet.

Quali sono le tue influenze artistiche?

Faccio molto riferimento al panorama italiano cantautoriale e indie per i testi, mentre per quanto riguarda le produzioni mi faccio ispirare più da artisti internazionali.

Quali sono le tue collaborazioni musicali?

I singoli che ho pubblicato fin ora sono stati prodotti da Simone Capurro (doppio disco di platino) che ha collaborato con i The Kolors, Alessandra Amoroso e altri. Non escludo altre collaborazioni future sia con altri produttori sia con altri artisti.

Raccontaci le tue pregiate esperienze di Festival di Castrocaro, Premio Alex Baroni, Premio Pigro e Tour Music Fest

Al Festival di Castrocaro ho partecipato molti anni fa ed è stata la prima competizione nazionale. Un ricordo molto emozionante. Il Premio Alex Baroni è più recente: ho vinto il premio della critica con un mio inedito e sono stata premiata da Povia e Silvia Mezzanotte. Al Tour Music Fest e al Premio Pigro ho partecipato con il mio inedito “Brava” e sono arrivata in finale ad entrambi i concorsi. Una gran bella soddisfazione per il primo inedito!

Come stai vivendo da artista e persona questo periodo del covid-19?

Da “artista” male! Il 2020 è l’anno in cui ho iniziato a pubblicare i miei inediti quindi mi sarebbe piaciuto cominciare a creare più contatto con il pubblico e con il palco. Purtroppo non è andata così ma sto cercando di sfruttare al meglio questo periodo per scrivere e avere materiale pronto per quando sarà tutto finito.

Da “persona” non faccio salti di gioia ma non mi dispero. Stare a casa mi piace, leggere, suonare, ascoltare musica sono passioni che mi fanno volare il tempo. Naturalmente il distanziamento pesa e cerco di stare tranquilla pensando che si tratta di un periodo di tempo limitato. Questo è il pensiero che mi fa mantenere alta la speranza!

Quali sono i tuoi programmi futuri?

Sto lavorando al mio disco e non vedo l’ora di tornare a suonare live!

 

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