Lambrusco brothers, quartetto musicale doc!

Ironici, veraci e cordiali, i Lambrusco Brothers irrompono con la loro carica di vitalità. Grazie al tempo concessoci, scopriamo un gruppo di artisti che trasmette tutta l’energia e la voglia di divertirsi e divertire, grazie ai racconti e alle note.

Così come ci raccontano, dapprima, spiegandoci il significato del loro nome: <<nati tra il fiume Secchia ed il fiume Enza veniamo allevati a derivati del suino e Lambrusco. Dopo avere imparato a dire papà e mamma la terza parola è Lambrusco. Quindi come omaggio alla nostra terra e alle nostre tradizioni il nome è uscito da sè. >>



Com’è nato il brano “Mai ali per noi”, in radio e streaming dallo scorso 30 ottobre  

Per rispondere in maniera sintetica si tratta della metafora suina di un sogno infranto o inespresso, cioè tutti vorremmo volare ma abbiamo le ali piccole e la forza di gravità vince sempre. Ma noi non ci arrendiamo in ogni caso. Comunque eravamo a campeggiare  tutti e quattro nelle colline di Reggio Emilia e tra grigliate e lambrusco abbiamo spezzato la parola Maiali e li è partita la vena. 

Siete più morbidi o tannici, cioè più ironici o riflessivi, nei vostri brani?

Essendo in quattro garantiamo caratteristiche molto diverse viste le nostre esperienze pregresse, andiamo dal tannico Lele Abusiv al più morbido Bolivar, passando per l’ironia del Conte e la concretezza del Borko. Nei brani si rispecchiano queste caratteristiche battezzando comunque il nostro genere come pop rock ingnòrant. Ci teniamo a precisare hanno installato una campana per il vetro vicino alla nostra sede per sopperire all’eccesso di vuoti che si stavano accumulando.  

Quali sono le vostre influenze, background e collaborazioni?

Calchiamo le scene da ormai trent’anni e ne abbiamo viste parecchie, cantiamo in dialetto emiliano ed è una grande passione portare avanti il cantato nel nostro volgare. Abbiamo deciso di scrivere anche in italiano, cercando di mantenere lo spirito genuino e ironico. Siamo tutti rokkettari più o meno estremi e R’n’R.

Com’è nato e come si svolge il vostro programma radiofonico?

Tutto è iniziato quando Bolivar che era il fondatore di Radio Nimel, ha chiesto a Lele Abusiv di condurre insieme un programma dialettale in diretta Facebook il giovedì sera. Lele ha accettato ed ha allargato l’invito a due suoi amici, Il Conte leader del gruppo “Orrendus ” e il Borko ex leader dei “Malloy”. Il programma dura circa un’ora e spazia tra attualità, barzellette, curiosità e musica. Cantiamo e suoniamo live e a volte ospitiamo personaggi appartenenti alla musica e non.

Come state vivendo, da artisti, gruppo e cittadini, questo lungo e difficile momento storico segnato dal covid?

durante il primo lockdown siamo riusciti a dare continuità al programma radiofonico, attrezzandoci con tecnologia on line e tra bestemmie e lambrusco siamo rimasti vicini a chi ci ha sempre seguito, addirittura aggiungendo un programma serale al sabato sera chiamato Nimalissima in onore a Canzonissima. Il gruppo è stato un ottimo rifugio e ci siamo affiatati molto nonostante la lontananza.

Quali progetti musicali per il futuro?

Sicuramente continuiamo con il programma radio, stiamo scrivendo altri brani sempre ispirati dalla gnocca e dal lambrusco, ci sentirete presto con un brano d’ammore ma state certi che cercheremo sempre di sorprendervi.

 

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