Fabio Ingrosso, da Milano ai grandi palchi passando per Dallas

Fabio Ingrosso, da Milano ai grandi palchi passando per Dallas

Quest’oggi abbiamo il piacere, l’onore e la gratitudine, di ospitare un interessantissimo cantautore, già impegnato in numerose produzioni televisive e teatrali, oltre che strettamente musicali. Impegnato nella promozione del suo recente lavoro “Fuochi d’artificio” diamo il benvenuto a Fabio Ingrosso. Effervescente e scoppiettante, appunto come quei fuochi in promozione radiofonica, con crescenti consensi e consolidato successo nel panorama nazionale. Il suo curriculum è di grande rilievo e non basterebbe un articolo per raccogliere tutte le esperienze e i traguardi raggiunti. Perciò, addentriamoci in questa bella pagina di vita e musica di Fabio Ingrosso, con tutti i retroscena e approfondimenti della sua vita artistica e qualche pillola privata, di prima mano!

Com’è nata la passione per la musica?

La musica è sempre stata una costante nella mia vita fin da piccolo. Già a 3 anni cantavo e ballavo per intrattenere la mia famiglia e vederli sorridere. Crescendo non è cambiato molto in realtà. 

Come è stato concepito il singolo “Fuochi d’artificio”?


Per ogni mio brano parto dal mio vissuto e questo brano non fa eccezione. “Fuochi d’artificio” è una fotografia nuda e cruda di un momento preciso: Una storia importante finita da pochi giorni e il mondo intero che festeggia l’arrivo del nuovo anno. Sono alla festa di capodanno, c’è gente che balla, salta e brinda ma io resto nella mia testa a cercare di dare un senso a quella rottura. Il mondo ai miei occhi rallenta fino a percepire la realtà in slow motion. Sono molto fiero di questo pezzo perché è come se fossi riuscito a raccontare due mondi in una canzone sola, quello esteriore e quello interiore. 

E com’è nato il suo videoclip?

Dato che il testo di “Fuochi d’artificio” è altamente descrittivo ho voluto un video che andasse dalla parte opposta e raccontasse visivamente il mio stato emotivo. Ecco perché una villa milanese del 1910 completamente spoglia ed io che canto solo in mezzo ad una stanza vuota. Jacopo Boscaini e Johnny Carrano poi hanno dato un apporto importantissimo curando le immagini in maniera straordinaria. Le esplosioni sono talmente belle che molti pensano siano immagini ricreate a computer ma sono riprese vere e proprie. Vorrei anche aggiungere che senza la direzione artistica di Marco Bebbu non saremmo mai riusciti a raggiungere un risultato così sorprendente. È stato un ottimo lavoro di squadra.

E l’album da cui è estratto? Oppure è in cantiere un album che lo conterrà?

È un brano che anticipa un ep sul quale sto lavorando da tempo. No ho fretta, voglio fare le cose bene.

Com’è stato il percorso dall’esordio ad oggi?


Quanto tempo ho per rispondere a questa domanda? In realtà mi reputo molto fortunato perché ho fatto tante cose belle che mi hanno portato fino a qui. Ho spaziato molto. Sono partito dal teatro per arrivare nei primi studi di registrazione passando dalla radio e dalla tv. 

Quali sono le influenze artistiche?

Sicuramente i grandi cantautori italiani partendo da Dalla e Battisti ma anche tutto il soul americano. Sono abbastanza onnivoro quando si parla di musica. Ascolto di tutto e sono sempre curioso di ascoltare artisti nuovi.

Quali sono le collaborazioni musicali?


Ho collaborato con J-Ax cantando “Due su due” nel disco Domani Smetto e ho co-scritto alcuni brani dei Gemelli DiVersi. La produzione di “Fuochi d’artificio” è stata curata da Simon Says già produttore di Gaia vincitrice di Amici. 

E la collaborazione con l’etichetta “MMline Production Records” nel lavoro in promozione

È nata per caso perché due anni fa Maria Totaro che portava degli artisti ad AreaSanremo dove io ho tenuto delle masterclass di presenza scenica mi ha visto e ha cominciato a seguirmi sui miei social. Un giorno durante il lockdown mi ha scritto dicendomi che se avevo voglia di fare uscire un brano lei mi avrebbe aiutato e così è stato. È una bella collaborazione che spero continui nel tempo.

Quali sono i contenuti che vuoi trasmettere attraverso la musica?

Non ci sono dei contenuti in particolare. Nella mia musica mi racconto senza troppi giri di parole. Spero che chi ascolta possa ritrovarsi e magari emozionarsi. 

Parliamo delle pregiate esperienze di live, concerti e concorsi? E delle tue prestigiose collaborazioni e apparizioni televisive?

Sono nel mondo dell’intrattenimento da altre vent’anni e sono grato alla vita per avermi dato la possibilità di poter vivere di ciò che amo. Ho conosciuto e collaborato con artisti incredibili e ogni volta ho imparato qualcosa. 

Cosa ne pensi della scena musicale italiana? E cosa cambieresti/miglioreresti?

La musica è in continua evoluzione, cambia e si plasma nel tempo. È affascinante in realtà. Non sono un nostalgico, per nulla. Certo continuo ad ascoltare musica che ascoltavo da ventenne ma sono anche uno a cui piace guardare avanti incuriosito da quello che accade o può accadere. 

Oltre al lavoro in promozione quale altro brano ci consigliate di ascoltare?


In Questo momento sto ascoltando un ragazzo giovanissimo ma di grande talento che ho scoperto da poco. Lui si chiama Blanco e il brano che ho in loop da una settimana è “Notti in bianco”.

Come stai vivendo da artista e persona questo periodo del covid-19?

Sono molto fortunato perché in realtà non ho mai smesso di lavorare. Tra radio, spot, All Together now, presentazione di eventi online e l’insegnamento non mi sono fermato mai. E in tutto questo sono tornato a fare musica con una consapevolezza completamente diversa per cui non posso proprio dire che stia andando male, anzi. 

Quali sono i programmi futuri?


Sicuramente finire l’ep e continuare a scrivere musica che mi rappresenta al 100%. 

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