Un caffè con Gianmarco Cacciapuoti tutto sulla sua vita e su LA VITA É CAMMINARE

Un caffè con Gianmarco Cacciapuoti tutto sulla sua vita e su LA VITA É CAMMINARE

Straordinaria e interessante intervista oggi a Gianmarco Cacciapuoti, artiere poliedrico che sta facendo incetta di consensi coi suoi lavori musicali. Recentemente impegnato nella promozione del lavoro LA VITA É CAMMINARE, condividiamo con piacere l’intervista a Gianmarco Cacciapuoti, grati e onorati per il suo tempo e la cortesia riservataci! Scopriremo interessanti retroscena musicali e di vita, Gianmarco Cacciapuoti si aprirà a noi con quelle che sono le collaborazioni, fra le tante, quelle con Red&Blue, Antonio De Bonis, le esperienze, e i progetti futuri. Tuffiamoci in questo mondo speciale e diamo un caloroso benvenuto a Gianmarco Cacciapuoti!

Com’è nata tua la passione per la musica?

Credo che la mia passione per la musica sia nata con me. Sin da piccolissimo oltre al pallone, giocavo le ore intere con il microfono e fingevo di esibirmi.

Descrivi “Gianmarco Cacciapuoti” e il suo personaggio, i suoi pregi e i suoi difetti

Tra i miei pregi c’è il fatto che sono sempre sorridente e pronto a regalare sorrisi. Sono molto socievole e mi piace sempre conoscere persone nuove. Sono molto generoso ed altruista tanto che spesso tendo a mettere in primo piano i desideri degli altri piuttosto che i miei. Mi ritengo molto riflessivo e perfezionista che spesso può diventare un difetto. Dò molto alle persone che mi circondano e spesso rimango deluso perché mi aspetto più di quello che ricevo. Tra i miei difetti credo che al primo posto vada la mia incapacità di nascondere gli stati d’animo tanto da apparire poi irascibile.

A volte l’ispirazione ti coglie quando meno te l’aspetti. È stato così per LA VITA É CAMMINARE?

In realtà era da un po’ che mettevo insieme pensieri, sensazioni, emozioni e il mio vissuto per poterli utilizzare nei miei inediti.

E com’è nato il suo corto?

Ho raccolto delle brevi riprese girate nei luoghi a me più cari insieme a quelli girate in studio

Il lavoro fa parte di una serie di uscite che culminerà in un disco?

Sicuramente “La vita è camminare” è il mio primo inedito a cui si aggiungeranno altri brani ma al momento non saprei dire se culminerà con un disco

Studi, gavetta, sudore e soddisfazioni… vogliamo conoscere la tua storia, tutto il suo percorso!

Sono nato a Napoli il 29 maggio 1994. Sono appassionato di musica jazz, soul e pop. All’età di 10 anni mi sono avvicinato al mondo della musica scegliendo di iscrivermi alla sezione musicale della scuola media poiché già provavo per essa una sorte di attrazione fatale.

Se dovessi pensare ad una caratteristica che mi ha sempre contraddistinto è il fatto di avere un animo scherzoso. Infatti fin dalle scuole medie ho iniziato a dilettarmi con le imitazioni e l’intrattenimento a 360 gradi. Proprio per questo, dai 16 anni, ho iniziato a lavorare come animatore turistico durante il periodo estivo.

Terminati gli studi liceali ho proseguito con l’università, perché “si sa“, che fare l’artiere è un percorso incerto e tortuoso. Nonostante i miei studi di economia però, non ho mai smesso di coltivare la passione per il canto ed il teatro. ho partecipato a vari eventi sul territorio.

Questi anni sono però stati condizionati da quello che è sicuramente il periodo più difficile di tutta la mia vita. Infatti a seguito di alcuni accertamenti scoprii di essermi ammalato. Fu un vero colpo !!

Ci sentiamo invincibili e, a 20 anni, la possibilità di poterci ammalare, non ci sfiora minimamente.

Durante il primo periodo è stata davvero dura! Gli unici momenti di gioia erano le mie lezioni di canto anche se spesso non avevo abbastanza forza per farlo. La musica però riusciva a darmi la grinta di cui avevo bisogno per andare avanti e continuare a credere che prima o poi sarebbe stato tutto un brutto ricordo. Poi dopo il primo di buio però ho deciso di reagire! Non potevo affidare al destino la mia vita! troppe cose da fare! troppi sogni nel cassetto e troppi obiettivi per gettare la spugna.

Conclusi gli studi universitari nei tempi stabiliti, nonostante tutte le difficoltà che la malattia mi procurava, decido di iscrivermi a un master in marketing.

La voglia di vivere della mia passione però non ha mai smesso di inseguirmi ed è da qui che ho capito che dovevo cantare o recitare nella vita.

Attualmente pur lavorando per l’azienda di famiglia, lavoro anche come vocalist in svariati locali del territorio. Continuo a studiare anche recitazione per migliorare sempre di più ed eccomi qui oggi pronto ad inseguire il mio sogno.

Credo che la frase che mi rappresenta di più è: “LE CICATRICI SONO L SEGNO CHE È STATA DURA ……MA IL SORRISO E’ IL SEGNO CHE CE L’HAI FATTA “

Quali sono le tue influenze artistiche?

Sono cresciuto con la musica Jazz-swing, in particolare Frank Sinatra che è il mio idolo. Mi piacciono svariati generi e tra i cantanti a cui mi sono ispirato negli anni ci sono: michael jackson, stevie wonder e withney houston.

Quali sono le tue collaborazioni musicali?

Prima di quest’esperienza con la Greylight ho lavorato diversi anni con una band del conservatorio di Napoli ed insieme a loro mi sono esibito in occasione di serate ed eventi sul territorio.

Quali sono i contenuti che vuoi trasmettere attraverso la tua arte?

Vorrei semplicemente riuscire a trasmettere le mie sensazioni, i miei valori, le mie esperienze di vita.

Parliamo delle tue pregiate esperienze di live, concerti e concorsi?

Non ho mai partecipato a concorsi ma ho spesso partecipato a serate e eventi con un elevato numero di spettatori sia in grossi villaggi turistici, dove lavoravo come responsabile musicale e sia eventi a tema in varie piazze.

Cosa ne pensi della scena musicale italiana? E cosa cambieresti/miglioreresti?

Penso che il panorama musicale negli ultimi dieci anni in Italia sia cambiato molto lasciando più spazio alla creazione “del personaggio“ penalizzando così l’aspetto musicale e tecnico dell’artiere.

Come stai vivendo da artiere e persona questo periodo del covid-19?

Lo sto vivendo come credo la maggior parte degli artisti italiani che si sono visti annullare serate, eventi e quindi la possibilità di lavorare.

Quali sono i tuoi programmi futuri?

Il mio sogno è quello di riuscire a vivere di musica e calcare palcoscenici importanti

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