Fuori dal 9 gennaio “La quiete oltre la finestra”, il nuovo disco di Corrado Degliangioli. Un progetto anticipato dal singolo “La regina della selva”. Dieci canzoni che suonano come delle bellissime storie in chiave cantautorale.

“La quiete oltre la finestra” è proprio uno scorcio su tante storie diverse, ma soprattutto è uno sguardo intimo sulla vita dell’autore. Un viaggio attraverso un anno difficile, ma che in fondo ha lasciato un segno importante. Una melodia cantautorale ci culla e ci immerge con delicatezza in storie in cui possiamo rispecchiarci o che fanno riflettere.
“Quest’album è la strada che ho percorso durante l’anno e mezzo in cui io e Silvana, l’amore della mia vita, siamo stati lontani. Un anno e mezzo in cui ho viaggiato da solo; ho letto e ascoltato tanta musica e sono maturato tanto sotto ogni punto di vista.
È un album molto intimo, le canzoni raccontano storie vissute, emozioni che si legano ai posti a cui sono legato nel mio paese, dando uno sguardo anche al genocidio del popolo palestinese e i libri che più mi hanno segnato. Ad esempio Hippie di Paulo Coelho, I sotterranei di Kerouac, ma anche romanzi di mare come Il lupo di mare di Jack London, Il filibustiere di Joseph Conrad e soprattutto Moby Dick.
È stato un lungo viaggio, un anno e mezzo intenso, che mi è servito molto per crescere. Quest’album mi ha accompagnato durante questo viaggio e mi accompagnerà ancora per molto“, così Corrado descrive il proprio lavoro.
TRACK BY TRACK
1) La quiete oltre la finestra
Questa canzone nasce subito dopo la mia separazione con Silvana, la mia ex compagna, quindi è una canzone che parla di un amore finito. Tuttavia, nella seconda parte della canzone il protagonista, che sono io, è sulla strada che cammina, pensando ai discorsi con lei, la quale le diceva appunto :” Che fortuna aver la quiete oltre la finestra “. Questa frase, che poi dà il titolo al brano ed all’album, fu detta in un momento in cui i due parlavano della bruttezza della guerra, sullo sfondo della guerra in Ucraina e del genocidio del popolo palestinese, riflettendo comunque, con una punta di sollievo ma anche di tristezza, sulla fortuna che c’abbiamo noi che siamo nati in un posto dove ancora è possibile affacciarsi a una finestra e trovare la quiete e la pace.
2) Hippie
Questa canzone nasce dopo le mie letture dei libri di Paulo Coelho, soprattutto dopo la lettura del romanzo ‘Hippie’ . Nella prima parte rifletto sulla grandezza e sull’importanza ‘dell’essere sempre in cammino’ e non adagiarsi mai, anche se si arriva in cima a una montagna, stando quindi fermi e immobili. Il cammino, ad esempio, dei fiumi, ma anche dell’uomo, per arrivare comunque sempre a sfociare in mare, ecco, qui rispecchio la grandezza e comunque l’inevitabilità di incontrarlo e quindi di navigarlo.
Poi parte il trip ” Vorrei scoprir le stelle più lontane.. allora faccio un salto sulla luna.. e poi invitare tutti gli uomini quassù.. per capire quel è il motivo che da secoli li fa ammazzare..”. Ho immaginato, mi sono immedesimato nella mente di un Hippie che dopo aver assunto LSD viaggia e sogna un mondo pacifico, senza guerre.
L’ultima parte della canzone non è più un trip, è il mio pensiero, il pensiero comunque di un pacifista “adesso vorrei giungere a una pace, a un armistizio o a una tregua”, che rispecchia comunque il pensiero di milioni di giovani del movimento hippie che avevano come slogan :” Mettete i fiori nei cannoni”.
3) I pescatori
Due estati fa nel mio paese è aperto un chioschetto proprio sul mare, accanto al molo di Portopalo, che apre solo d’estate. Ho cominciato a frequentarlo e lì è nata la canzone ‘I Pescatori’ . Quando alla sera, seduto a bere una, due, tre birre, li guardi ritornare o ripartire, verso il mare aperto, liberi di andare dove vogliono, liberi di lasciarsi divorare dal mare, ecco si è accesa in me una sensazione di libertà e spensieratezza che nessun’altra cosa riesce a donarmi così profondamente e poeticamente. Io quando vedo i pescherecci uscire, quando vedo i pescatori agitarsi, gridare, indaffarati, io vedo uomini liberi, io vedo poesia. Tutto ciò è stato accentuato in quel periodo in cui ho scritto questa canzone, dalle letture di romanzi come ‘Moby Dick’ oppure ‘Il filibustiere’ oppure ‘Il lupo di mare’ . Il riff è nato con l’armonica, poi ho avuto l’idea che il flauto avrebbe dato più libertà al suono e soprattutto lo vedo più marinaresco, più adatto da usare invece dell’armonica. Questa è la canzone che musicalmente amo di più!
4) Le bombe di democrazia (La voce del bambino di Gaza)
Già il titolo parla da sé. È un bambino che racconta e che si rivolge a un uomo ‘occidentale’ chiedendogli ‘Non vedi …. ?’
Negli ultimi due versi il bambino riflette sul fatto che anche l’ultimo pezzo di umanità è morto dopo un genocidio in mondovisione.
La scelta di questa strana coppia, chitarra elettrica e armonica, non è casuale. La canzone si apre con il suono delle bombe e il pianto dei bambini, poi parte la chitarra elettrica, seguita dal mio riff di armonica. La chitarra elettrica è pensata per dar più forza, più potenza, più voce a quel bambino che racconta.
5) Regina della Selva
‘Sei la luce avvolgente del lampo’ e via via così, è tutta un sei. È una dedica spassionata, una dichiarazione d’amore a Silvana, la mia ex compagna. Non ricordo più quanti versi ho scritto per estrapolare quelli che poi ho inciso in musica.
Musicalmente è tra le più belle, con il violino onnipresente, che sfuma, che sta tra le righe, e che poi va a perdersi in un assolo finale bellissimo.
6) La spiaggia in capo al mondo
Il chiosco dal quale è nata la canzone ‘I pescatori’ è separato dal mare da una piccola spiaggetta di ciottoli bianchi e scogli. La prima volta che la vidi dissi al mio amico che stava costruendo ancora il chiosco :” Questa è la spiaggia in capo al mondo !” . L’espressione mi uscì diretta, spontanea, al primo colpo d’occhio, avevo comunque, finito di leggere un libro di Verne che si intitola ‘ Il faro in capo al mondo’.
Il titolo quindi nasce prima della canzone. La canzone nasce invece un giorno seduto lì che il mio amico, il proprietario anche del Bukowski, era con suo figlio a fare il bagno. L’ho immaginato come un pittore che ha dipinto tutto questo, la scala che porta alla luna, suo figlio che vola insieme ai gabbiani. È un posto veramente poetico, quindi la canzone è una canzone felice, bella, poetica e spensierata. Un solo accordo e un riff di chitarra elettrica bastano.
7) Viaggi e miraggi
Il titolo è rubato ad una bellissima canzone che amo molto di Francesco De Gregori.
Di cosa parla ? Parla dei miei viaggi con Silvana, la mia ex compagna, con tristezza e nostalgia. Noi amavamo moltissimo viaggiare.
Anche qui spicca questa chitarra elettrica con i suoi fraseggi e l’organo sotto che man mano va crescendo.
Questa è la canzone considero la più intima di tutte.
8) Il suono dell’armonica
Scritta nel periodo di più profondo dolore dopo essermi lasciato con Silvana, è una canzone triste, dove cerco un senso a tante cose ma non riesco a trovarlo.
La nota di speranza è data dal ritornello :” Un giorno il sole sorgerà da sè” , dove vorrei dire che il sole, anche se nascosto dal più temibile dei temporali, avrà sempre la forza, sarà sempre più forte, e spunterà.
9) Al Bukowski
Altro brano molto intimo e dedica spassionata al locale che frequento sin da quand’ero ragazzo. Una canzone molto allegra , con l’armonica che domina e primeggia.
10) Margareth
È il racconto di un incontro di una sera, di un’avventura durata per lo più un paio d’ore. Anche questa è una canzone molto intima. I due assoli, il primo di sax, il secondo di chitarra chiudono la canzone e in maniera magistrale e svogliata se vogliamo questo disco.