Uno spritz con Tommaso Bebi  eccezionale artista, vita e curiosità partendo da “Principesse perse”

Uno spritz con Tommaso Bebi eccezionale artista, vita e curiosità partendo da “Principesse perse”

Diamo oggi il benvenuto a Tommaso Bebi , artista poliedrico che sta raccogliendo ampi consensi sulle piattaforme digitali e non solo. Recentemente impegnato nella promozione del lavoro “Principesse perse” , leggiamo con curiosità l’intervista a Tommaso Bebi , grati e onorati per il suo tempo e la cortesia riservataci! Apprenderemo curiosità, vizi e virtù della musica e della vita, Tommaso Bebi ci condividerà con quelle che sono le collaborazioni, le esperienze, e i progetti futuri. Andiamo a capofitto a fondo e diamo un caloroso benvenuto a Tommaso Bebi !

Com’è nata tua la passione per la musica?
Nasce sicuramente da lontano. La prima cosa che io abbia mai scritto, risale a quando avevo 6/7 anni, con una chitarra che non sapevo suonare e un registratore giocattolo. Poi nel corso della vita, mi ha accompagnato in vari modi, prima con il ballo, poi con il cantautorato. Ho passato molti anni in “silenzio” artistico, cantando solo in sporadiche occasioni. Poi c’è stato un “click”… ed è ripartito tutto.

Descrivi “Tommaso Bebi ” e il suo personaggio, i suoi pregi e i suoi difetti
“Personaggio” è un termine certamente azzeccato, nel senso più pirandelliano del termine. Mia moglie dice che io non sono uno, ma molti… e che a volte ci trova anche a discutere tra noi. Sicuramente in me convivono due metà: quella più seria e professionale del “Manager” e quella più spensierata e sognatrice del “Cantautore”. Però si ritrovano le stesse caratteristiche umane, anche se declinate in modo diverso. Sono una persona attenta al dettaglio e che si impegna con dedizione in tutto ciò che fa. Difetti? Lista sterminata, nonostante cerchi continuamente di migliorarmi. Se devo sceglierne uno: quando sono andato a ritirare la mia dose di pazienza, purtroppo, l’avevano terminata. Ne sono completamente sprovvisto.

Come descriveresti la nascita di “Principesse perse” ?
Principesse Perse nasce dal voler tenere insieme gli opposti. Avevo voglia di raccontare una società che vorrei migliore. I social hanno esacerbato un clima di “giudizio” e “divisione”, contribuendo a costruire una società in cui è sempre più difficile essere “felici”.
Il testo di Principesse Perse parla di questo, ma lo fa con una musica positiva e che invita a trovare la forza di restare “nobili” anche di fronte alle storture sociali.

Il lavoro è accompagnato da un video?
Il video di Principesse Perse vede la regia di Niccolò Lorini, fresco del successo de “Il Dono” su RaiPlay. Non è certamente una grande produzione, ma nonostante questo siamo riusciti a far emergere l’anima delle “Principesse Perse”. Non sono mancate le difficoltà nel girarlo. In piene riprese, si è rotta la macchina del fumo e, senza possibilità di sostituirla, abbiamo rischiato di dover interrompere tutto. Abbiamo applicato la stessa resilienza positiva a cui invita Principesse Perse, con un phon per capelli abbiamo raffreddato la macchina al posto della ventola che si era rotta e siamo riusciti, con un sorriso, a superare le difficoltà.

E l’album da cui è estratto? Oppure è in cantiere un album che lo conterrà?
In questo momento, le risorse che ho a disposizione mi consentono di lavorare “un singolo alla volta”. L’album che li contiene è quello metaforico della mia attività artistica. A parte gli scherzi, uno degli obiettivi primari per me è proprio quello di arrivare a poter dedicare maggiori risorse temporali ed economiche al cantautorato. Quindi, ascoltate e riascoltate Principesse Perse! Così acceleriamo il processo.

Quali sono i contenuti che vuoi trasmettere attraverso la tua arte?
Ho l’impressione che tutto si stia banalizzando. La corsa alla semplificazione sta costringendo il mondo a ridurre la complessità, rischiando di appiattire tutto. Accetto di piegarmi alle logiche radiofoniche e algoritmiche nella struttura del brano, ma non rinuncio a veicolare un messaggio che dica qualcosa di più… anche in un brano leggero e “ballabile” come Principesse Perse.

Parliamo delle tue pregiate esperienze di pubblicazioni, live, concerti o concorsi?
Mi sto risvegliando da un letargo artistico in cui ero caduto per oltre 15 anni. Peggio: non avevo mai avuto il tempo e il coraggio di pubblicare un album registrato e finito. Con la maturità ho capito che non aveva senso. Ho messo tutto online. Togliermi questo “peso” mi ha dato la spinta per ricominciare con serenità.

Cosa ne pensi della scena musicale italiana? E cosa cambieresti/miglioreresti?
Lascio ad altri, più esperti di me, esprimere giudizi del genere. Mi piace poter sperare che anche uno sconosciuto non più giovanissimo, senza talent e spinte particolari, con il brano giusto e un po’ di fortuna, possa ambire a scalare le classifiche di radio e piattaforme.

Oltre al lavoro in promozione quale altro brano ci consigli di ascoltare?
Sicuramente “37 e mezzo”. Un brano molto meno “potabile”. Più lungo, più complesso, più difficile, ma è il mio manifesto artistico: la mia crisi di mezza età e la mia rinascita. Se si vuole intuire chi sono, ecco… “37 e mezzo” ve lo racconta. E se “37 e mezzo è febbre”, considerando che mi avvicino pericolosamente a 39… i deliri stanno decisamente aumentando!

Progetti a breve e lungo termine?
Mi piace sognare. La musica è la mia evasione. Quindi: un passo alla volta, un sogno alla volta. A volte gioco alla lotteria. Non perché pensi razionalmente di poter vincere, ma perché sto “acquistando il sogno”. Mi piace sognare di come userei i soldi della vincita e quel pensiero felice, vale il costo del biglietto. Una cosa simile mi succede con la musica: scrivo un brano, investo nella sua produzione e nella sua promozione e … vivo il sogno della sua uscita. Questo è il sogno attuale! Ci sarà tempo per costruire il prossimo.