Tra mito classico e disagio sociale: “NETTUNO” di DoppioZero racconta un mondo senza eroi

Tra mito classico e disagio sociale: “NETTUNO” di DoppioZero racconta un mondo senza eroi

C’è un dio che non abita più l’Olimpo, non governa gli oceani e non brandisce il tridente sopra le tempeste. Oggi Nettuno può avere il volto stanco di chi attraversa la città con i conti in sospeso, la testa piena, il corpo allenato a resistere e una pelle simbolica, dura, quasi animale, sviluppata per non farsi travolgere. Perché nelle periferie e nelle metropoli di oggi, non servono eroi: serve una corazza.

Su questa intuizione si innesta “NETTUNO”, il nuovo singolo di DoppioZero prodotto da Skandu e completato presso il DeRuaStudios di Torino.

Una traccia rap cupa, attraversata da una scrittura che parte dalla strada, passa per il mito e arriva al cuore di una questione molto più ampia, quella di chi cresce dentro una società che chiede di correre senza offrire reali condizioni di stabilità.

In “NETTUNO”, il mito classico viene spogliato della sua distanza monumentale e riportato nella vita concreta. Il protagonista del brano non è una divinità, ma un uomo comune, nato nei ceti medio-bassi, costretto a schermare le proprie emozioni per attraversare precarietà economica, disagio, violenza, rabbia e tentazioni criminali. La “pelle a squame” diventa così una figura durissima; il segno di chi, per sopravvivere, impara a farsi scivolare addosso il male senza perdere del tutto la propria umana sensibilità.

Il brano, che percorre una cartografia mentale e sociale ben precisa, poggia su una contrapposizione politica priva di edulcorazioni: da un lato gli ultimi, descritti con la precisione di chi corre come un «cavallo bendato» pur di rimanere vivo; dall’altro i «nuovi mostri in giacca e cravatta», architetti di guerre distanti solo in apparenza e diseguaglianze, responsabili di una forbice sociale che riduce la classe media a «pelle e ossa». In questo simbolismo la crisi non resta un dato astratto, ma diventa fame, morsa, paura di scivolare più in basso, sensazione costante di non potersi fermare.

La capacità lirica di DoppioZero regala al pezzo una perfetta alternanza tra la ferocia street delle strofe e un ritornello in cui la frase «troverò pace in un campo di fiori» apre uno squarcio inatteso in un immaginario dominato da fango, corsa e sopravvivenza.

«Dentro “NETTUNO” ci sono l’impegno, la passione e la costanza che metto nel mio lavoro e in quello del mio team – dichiara l’artista -. Il brano parla del divario sempre più evidente tra classi sociali, delle tensioni politiche e sociali che attraversiamo ogni giorno, delle ingiustizie e di quella sensazione continua di corsa e sopravvivenza che accompagna la vita di tante persone.»

“NETTUNO” nasce in una mattinata di inizio anno a casa di Skandu, con l’intenzione di costruire un suono crudo e cupo, ma al tempo stesso energico, essenziale e d’impatto. Dopo la prima struttura della produzione, la forma definitiva è arrivata all’interno del DeRuaStudios, realtà centrale nel lavoro di DoppioZero e nel suo profilo artistico.

A completare il progetto è il comparto visivo pensato per i social, girato tra Torino e Collegno. I tre visual, che verranno rilasciati sui profili ufficiali di DoppioZero nel corso delle prossime settimane, creano un significativo contrasto tra street life e cornici storiche: auto parcheggiate, ragazzi che giocano a dadi e a carte, dettagli simbolici come la pelle di serpente appesa.

Nessuna estetizzazione della marginalità, ma una precisa volontà di inserire la realtà di molti all’interno di spazi che conservano e custodiscono proporzioni e tracce di un tempo già scritto, rendendo ancora più evidente la distanza tra chi attraversa certi luoghi e chi, di solito, li racconta da fuori.

«Per me era importante far capire a chi mi ascolta l’importanza di continuare ad andare avanti senza smarrire la propria traiettoria, di cercare una stabilità mentale ed economica, di non lasciarsi definire dal contesto di partenza né dalla violenza che attraversa il presente – conclude DoppioZero -. In un mondo in cui la pace sembra spesso un ricordo lontano per chi nasce in condizioni meno favorevoli, questo brano vuole dare valore alla fatica di restare in piedi senza trasformarsi del tutto in ciò da cui si cerca di difendersi.»

Con questa release, DoppioZero dimostra che il rap può ancora essere una lente per osservare il dissenso e la precarietà economica prima che la rabbia si trasformi in rassegnazione.

“NETTUNO” parte da Torino, dalla sua scena, dai suoi studi, dai suoi codici, ma intercetta la condizione di una generazione che corre, spesso senza protezione, in un presente in cui anche la serenità sembra diventata una conquista.