A tu per tu con Lunatico

A tu per tu con Lunatico

Un artiere sensibile che punta dritto al cuore della gente. Vuole scrivere di te, di me, di noi, farsi sentire, esserci con le sue note e le sue parole. Uno stile e un sentimento che trovano compimento nei brani che vogliono fare compagnia a noi che li ascoltiamo, non solo intrattenerci e stupirci con interessanti novità. Stiamo parlando di LUNATICO, giovanissimo astro nascente di Lugano. Il cantautore, impegnato nella promozione del suo nuovo singolo “Volerai” ci emoziona in radio e musica digitale, oltre che nelle seguenti righe dove ci delizia con la sua spontaneità e vicinanza. Un grande piacere e tanta riconoscenza per questo giovane ma promettente artiere che ci ha concesso il suo tempo!

Com’è nata la tua passione per la musica?

È stato mio padre il primo, quando ero piccolo, ad indirizzarmi verso il cantautorato italiano e a farmi apprezzare i testi musicali elaborati, ad esempio artisti come Daniele Silvestri, Cesare Cremonini, Samuele Bersani, ecc.

Cosa significa e com’è nato il nome “Lunatico”?

Lunanico è semplicemente un mix tra me e la mia caratteristica, ovvero l’esser lunatico (lunatico + nico), mi sono sempre definito una persona che cambia umore facilmente e spero di poterlo portare anche nella mia musica, di riuscire a cambiare genere e umore tra una track e l’altra in base a come mi sento in quel momento della mia vita.

Come è stato concepito il singolo “Volerai”?

Volerai nasce tre anni fa in camera da letto, era un momento triste della mia adolescenza, quindi invece di chiudermi in me stesso e diventare introverso, decisi di scrivere tutte le emozioni che sentivo in quel momento, scrissi solamente tre righe ma poi lo lasciai da parte perché non mi ispirava abbastanza.

Poi accadde un fatto che mi condizionò parecchio, sia per il modo di esprimere le emozioni forti al pubblico, sia per quanto riguarda un fattore di maturità personale, che mi fece concludere il singolo.

Quali sono le tue influenze artistiche?

Mi ispiro a diversi artisti nazionali ed internazionali, primo su tutti Rancore, un giovane rapper romano con un incredibile modo di scrivere che mi stupisce ogni volta che lo ascolto.

Per quanto riguarda la parte melodica, ascolto molta musica internazionale, soprattutto Branko, un musicista portoghese che mi colpisce sempre con le sue strumentali.

Quali sono i contenuti che vuoi trasmettere con la tua arte?

Con questo singolo, e spero anche con i prossimi, vorrei poter buttare giù il muro degli argomenti tabù, di tutti quegli argomenti di cui nessuno parla, e poterne appunto parlare apertamente e tranquillamente con tutti.

Come stai vivendo da artiere e persona questo periodo del covid-19?

Al contrario di molte persone, sto vivendo questo periodo di “chiusura” come un momento di riflessione, un momento in cui posso calmarmi e pensare a progetti futuri, con molto meno stress rispetto allo scorso anno.

Questa quarantena mi è anche servita per scrivere, è stato sicuramente il periodo dove ho scritto più cose, forse ispirato anche dal periodo e da tutte le emozioni che provavano la gente, belle o brutte che siano.

Quali sono i tuoi programmi futuri?

Volerai è il primo di sei brani che comporranno un EP futuro che uscirà tra la primavera/estate prossima, purtroppo non so ancora una data e neppure quali brani comporranno l’EP, però sicuramente qualcosa bolle in pentola!

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