Løve e le sue Lune Storte

Løve e le sue Lune Storte

Un giovane artiere, in continuo tumulto e sempre al lavoro su nuovi brani. Oggi diamo il benvenuto a una promessa della musica italiana, che ringraziamo tanto per la grande disponiblità!

Daniele Capone, in arte Løve è nato a Roma nel quartiere Eur/Montagnola. Cresciuto musicalmente suonando il pianoforte, prendendo lezioni private dagli 8 ai 16 anni, decide poi di sfruttare le sue capacità per iniziare a scrivere e comporre i primi pezzi.

Abbiamo l’onore e l’occasione di guardare alla lente di ingrandimento questo giovane artiere, che di sicuro farà tanto parlare di sè!

Com’è nata la passione per la musica?

Ho iniziato a essere realmente consapevole del mio amore per la musica a 16 anni, precisamente quando ho smesso di prendere lezioni di pianoforte, ho avvertito un vuoto enorme che mi ha fatto capire che dovessi assolutamente continuare a vivere la musica.

Cosa significa e com’è nato il nome “Løve”?

Løve letteralmente sarebbe “Leone” in lingua Danese. Mi piaceva molto il doppio possibile significato, da una parte banalmente Love in inglese che vuol dire amore, e dall’altra tutto il simbolismo legato al leone, l’animale simbolo dell’orgoglio, nonché mio segno zodiacale.

Come è stato concepito il singolo “Lune storte”?

Lune storte è nato in un pomeriggio nel quale mi sono messo a suonare la chitarra ripensando e ricordandomi lietamente di una serata passata qualche mese prima. Ho iniziato semplicemente a raccontare quella storia accompagnandomi con la chitarra e da lì è nato tutto. Ho rielaborato un po’ la linea musicale, riordinato il testo, ed in modo molto spontaneo è nata la composizione.

E com’è nato il suo corto?

Il corto è basato sull’idea di dare risalto all’immagine dei due protagonisti, uno dei quali sono io, rappresentandoli in modo molto semplice e immediato immagini e scene di quella serata, alternandole con immagini più fantasiose e passionali di un ipotetico incontro tra i due sia sotto l’acqua che in outfit elegante, quasi a lasciare il dubbio se effettivamente alla fine i due abbiano realmente vissuto quelle cose o sia semplicemente la mia immaginazione che viaggia mentre canto con la chitarra.

E l’album da cui è estratto? Oppure è in cantiere un album che lo conterrà?

Al momento non fa parte di un album, ad ogni modo sicuramente ci sarà un prodotto a lungo termine di cui farà parte, e questo prodotto si sta pian piano delineando e ci sarà tanto lavoro da fare a partire dai prossimi giorni, e presto lo scoprirete.

Quali sono le influenze artistiche?

Le influenze artistiche sicuramente sono quelle che caratterizzano un po’ tutta la mia musica, prendo tanto spunto dal cantautorato classico italiano e cerco di attualizzarlo contaminandolo con il pop e il rap melodico di adesso, penso che la figura del cantautore non sia scomparsa, si è evoluta in qualcos’altro che spesso la gente non riesce ad inquadrare.

Quali sono le collaborazioni musicali?

Nella produzione e nell’arrangiamento ho collaborato con Federico Granaldi, (in arte 2ME) un ragazzo di Roma come me che produce e fa musica anch’egli e col quale mi trovo sempre molto bene a lavorare, inoltre ha collaborato con noi un chitarrista bravissimo, Lorenzo Reggio, che è anche un mio caro amico. Per quanto riguarda poi il mix e il master ho finalizzato tutto dalla mia stella polare e produttore Marco Lecci, che non potrò mai ringraziare abbastanza.

Quali sono i contenuti che vuoi trasmettere attraverso la musica?

Penso che la musica sia un mezzo di comunicazione potentissimo e credo fermamente nella possibilità di trasmettere un messaggio e la mia visione delle cose. Le tematiche possono svariare su tutti i fronti, da tematiche di rilevanza sociale, a tematiche di amore, a tematiche più autobiografiche, ma l’importante è essere sempre coerenti con sé stessi e credere fermamente in quello che si scrive e si comunica nei propri testi. Provo quasi intolleranza verso l’ostentazione spasmodica di ciò che non si è e non si ha, anche se spesso nelle nuove correnti musicali questo elemento è presente.

Parliamo delle pregiate esperienze artistiche, didattiche e live

Dal punto di vista artistico vivo la musica veramente a 360 gradi, mi piace sempre mettere del mio in tutte le fasi che portano alla realizzazione dei miei progetti, dalla loro composizione musicale, alla loro scrittura, al loro arrangiamento, fino alla scrittura della scenografia del corto. Ho fatto già molte esperienze artistiche, ho fatto un seminario di 3 giorni al CET di Mogol che mi ha colpito molto, ho partecipato a provini di vari talent show e vari concorsi, e collaborato con vari studi di registrazione a Roma e non. Credo fortemente che l’essere artisti, nel caso specifico cantanti, non possa prescindere da una conoscenza della materia e da percorsi didattici per il suo studio, io ho sempre studiato musica, prima pianoforte, poi canto, ed ora anche alla Accademia Spettacolo Italia, perché oltre a formarmi, ho sempre sentito l’esigenza di studiare questa arte immensa che è la musica. Per quanto riguarda le esperienze live penso che sia la massima espressione artistica di un performer e per i live che ho fatto ho sempre avvertito emozioni talmente forti che sono impossibili da riprodurre in nessun contesto o esperienza di vita diversa che ho vissuto fino ad ora. Salire sul palco ti porta letteralmente in un’altra dimensione.

Come stai vivendo da artiere e persona questo periodo del covid-19?

Da artiere ovviamente la sto vivendo in modo particolare, parlo sia a nome mio che sto nel mio piccolo, da emergente, sia a nome di artisti affermati ai vertici della discografia, è innegabile che ci siano tante difficoltà nell’organizzazione di eventi, proprio perché la musica è sempre stata uno strumento di massa, e come tutti i fenomeni di massa è ovviamente limitata dalla presenza del covid. Da persona invece lo sto vivendo in modo costruttivo, utilizzo il mio tempo per concentrarmi sulla musica, sullo sport (fortunatamente essendo un tennista ho la possibilità di allenarmi con le dovute attenzioni) e sulla tesi di laurea che sto per conseguire in Psicologia.

Quali sono i programmi futuri?

Ho tantissimi progetti e sogno sempre in grande, voglio intraprendere un percorso di crescita continua e continuare a evolvermi sia come persona che artisticamente. Ho tanti pezzi in cantiere, ho tante idee e non vedo l’ora di concretizzarli. Già tra poco tempo ne saprete di più, sta arrivando nuova musica e spero nuove emozioni.

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