Uno spritz con Veyra  eccezionale artista, vita e curiosità partendo da “I don’t care”

Uno spritz con Veyra eccezionale artista, vita e curiosità partendo da “I don’t care”

Diamo oggi il benvenuto a Veyra , artista poliedricA che sta spopolando nelle piattaforme musicali. Recentemente impegnatA nella promozione del lavoro “I don’t care”, pubblichiamo con gratitudine l’intervista a Veyra , grati e onorati per il suo tempo e la cortesia riservataci! Avviciniamoci con garbo e curiosità al mondo musicale e personale, Veyra ci condividerà con quelle che sono le collaborazioni, le esperienze, e i progetti futuri. Tuffiamoci in questo mondo speciale e diamo un caloroso benvenuto a Veyra !

Com’è nata tua la passione per la musica?
La passione per la musica è un qualcosa che ho avuto sin da bambina. Per me era un mondo nel quale potevo rifugiarmi e che mi permetteva di sognare. E’ stata una strada che ho avuto paura di intraprendere fino ai vent’anni, ma che ho sempre perseguito da autodidatta.

Com’è nato “Veyra ” e il suo personaggio, il suo sound?
Veyra nasce durante la pandemia, nel 2019. Stavo affrontando un periodo molto buio, dal quale faticavo ad uscire. In quel periodo ho iniziato a scrivere brani e a creare il mio sound. Sono cresciuta ascoltando artisti internazionali, che hanno portato il mio modo di comunicare, artisticamente, in inglese. È una lingua in cui sono più libera di esprimermi e di combinare suoni e testi. Pian piano ho creato il mio “mondo” musicale
cercando di accostare ai temi dei miei testi un sound moderno e contemporaneo che riflettesse quella che è la mia personalità.

Come descriveresti la nascita di “I don’t care”?
“I dont care” nasce come una piccola demo sul mio cellulare, in un periodo in cui frequentavo un ragazzo. La canzone nasce dalla delusione che ho provato quando sono venuta a sapere che in realtà lui era fidanzato… E’ un po’ come dire: “Non fai per me, perché stai mancando di fiducia ad un’altra persona”. La canzone nasce inizialmente come R&B, poi assieme al mio produttore, abbiamo capito che aveva le potenzialità per diventare una canzone molto più ritmata.

In salita o in discesa. I percorsi artistici si sviluppano sempre tra mille peripezie, vuoi raccontarcele?
È proprio vero: se ripenso alla me di qualche anno fa, non avrei mai immaginato di poter crescere così tanto artisticamente. Sono sempre stata una ragazza piuttosto timida, e proprio per questo avevo paura anche di cantare davanti agli altri! A 19 anni ho deciso di iscrivermi al Bachelor in musica, in una scuola a Napoli, e per farlo mi sono dovuta trasferire e mantenermi da sola. È stato come diventare grande all’improvviso, e non sapevo se ero pronta a questa svolta. Questo percorso di studi, però, mi ha portata a crescere sia
artisticamente che personalmente, perché in fondo la musica è sempre stata parte di me e crescere da quel punto di vista significa anche affrontare le proprie paure e le proprie debolezze.

Quali sono le tue influenze artistiche?
Tra le mie influenze artistiche ci sono sicuramente grandi artisti internazionali contemporanei, come Ariana Grande e The Weeknd, ma anche artisti come i Queen e in generale la musica anni 90. Da qualche anno, inoltre, ho scoperto RAYE, un’artista meravigliosa e molto versatile dalla quale ho imparato molto.

Quali sono i contenuti che vuoi trasmettere attraverso la tua arte?
Vorrei semplicemente arrivare al cuore delle persone, e creare per loro un mondo dove possano essere loro stessi, esattamente come ho fatto io nella mia adolescenza. La musica, secondo me, è un mondo in cui tutti possono rivedersi e trovare quel posto che magari non trovano nella loro realtà quotidiana.

Parliamo delle tue pregiate esperienze di pubblicazioni, live, concerti o concorsi?
Questa canzone in realtà è solo la prima di tante altre che spero possano colpire allo stesso modo!

Cosa ne pensi della scena musicale italiana? E cosa cambieresti/miglioreresti?
Dato che le mie influenze musicali sono sempre state internazionali, non mi sono mai concentrata particolarmente sulla scena italiana. Negli ultimi anni, però, ho iniziato ad osservare cosa stava succedendo, e sono stata molto contenta nel constatare che anche artisti emergenti stanno scalando le classifiche e
stanno superando quelli che si possono dire i “limiti” del mercato italiano, portando brani innovativi e “fuori dagli schemi”.

Oltre al lavoro in promozione quale altro brano ci consigli di ascoltare?
Oltre a questa ci sono altre due versioni di “I don’t care”! Vi consiglio vivamente di ascoltare l’originale, che ha sonorità prevalentemente r&b ma riflette comunque il mood del brano!

Quali sono i tuoi sogni nel cassetto?
Vivere di musica. E’ una cosa che ho sempre desiderato sin da piccola, perché penso che sia un lavoro che non mi basterebbe mai: si tratta di un mondo così vasto e di una passione talmente grande che potrei arrivare a passare giornate intere in studio o in sala prove!