Brusco, solo di nome: un artista dalle grandi spalle e dalle grandi note

Brusco, solo di nome: un artista dalle grandi spalle e dalle grandi note

Un artista di grande esperienza come lui, ci onora del suo tempo e dei suoi racconti fatti di grande lavoro e risultati nel tempo crescenti. Fra gli ultimi eventi, oltre che la pubblicazione del brano “Isola di plastica” apprezzato dal pubblico online e non, la collaborazione con SONY MUSIC che ci fa pregustare di lavori musicali certamente di pregio, valorizzati come meritano e di indubbio interesse. Brusco, nome d’arte di cui ci spiega di seguito il significato e la nascita, si racconta a noi con naturalezza e a cuore aperto, come se fossimo assieme su due divanetti di un locale dopo un suo bellissimo live, sorseggiando un rum e passando una piacevole seconda serata (come vorremmo tornare a fare al più presto tutti!).


Com’è nata la passione per la musica?

Credo sia un interesse nato nell’infanzia, negli anni di cui non ho ricordi. Poi si è sviluppato attraverso tanti vinili e cassette, una chitarra, la prima band, il primo concerto. Era un sogno ed è divenuto realtà in modo cosi fluido e spontaneo che nemmeno me ne sono accorto.

Cosa significa e com’è nato il nome “BRUSCO” e il suo personaggio?

Brusco è un aggettivo che rispecchia un lato del mio carattere, è nato per scherzo e me lo sono tenuto volentieri. Il personaggio nel mio caso non esiste visto che sono sempre me stesso sennó non mi sento credibile e libero di esprimermi come voglio, esiste la persona con i suoi pregi i suoi difetti, i suoi sogni e le sue idee.  

Come è stato concepito il singolo “ISOLA DI PLASTICA”?

Amo questo mondo e le molteplici forme di vita che ospita e Isola di plastica da voce a tutte loro. È una canzone che unisce l’amore per la persona a cui sono legato a quello per il pianeta a cui lo siamo tutti. Grazie alla collaborazione con The Eve è nato questo brano che è uno dei più belli che abbia mai scritto.

E l’album da cui è estratto? Oppure è in cantiere un album che lo conterrà?

È il primo singolo del prossimo album che ho realizzato insieme a Mitraglia Rec. e che uscirà in primavera.

Com’è stato il percorso dall’esordio ad oggi?

È un percorso lungo di quasi 30 anni ormai, quindi è successo di tutto. Mi capita di incontrare ai miei concerti i figli di chi veniva a sentirmi negli anni 90. Io conservo l’attitudine che ho sempre avuto ma mi aggiorno sempre. Cambiano i sound, i modi di scrivere, le metriche, i flow ma la fiamma che alimenta tutto è sempre quella. Poi ovviamente siamo passati da un contesto che teneva in grandissima considerazione la musica, che collezionava i vinili, che traeva ispirazione e insegnamenti dagli artisti che amava, a un mondo in cui la musica conta davvero poco. Conta il personaggio, come dicevamo prima e le canzoni spesso sono dei file digitali destinati a durare qualche giorno. Io cerco di arrivare a chi da ancora valore alle canzoni.

Quali sono le influenze artistiche?

Da ragazzino sono partito con i cantautori italiani, poi ho venerato Bruce Springsteen, poi sono passato a gruppi storici come Led Zeppelin, Doors, Pink floyd etc ma quando ho scoperto la musica giamaicana mi sono innamorato. Artisti come Tiger, Supercat, Ninjaman e Buju Banton, bounty Killer e Beenieman sono stati fondamentali per la mia crescita. 

Quali sono le collaborazioni musicali?

Nel disco ospiteró diversi artisti conosciuti al grande pubblico. Cantanti, rapper, produttori. Non posso spoilerare troppo ma sono orgoglioso di annunciare che il prossimo singolo, in uscita il 12 febbraio, sará una collaborazione con Gemitaiz. La canzone si chiama Mi Accendo ed è stata prodotta da Frenetik & Orang3.  

E la collaborazione con SONY MUSIC nel lavoro in promozione

Siamo appena partiti e lo abbiamo fatto col piede giusto. Oggi più che mai per raggiungere un pubblico sempre più digitale è importantissimo il valore aggiunto di un grande distributore. Chi meglio di Sony music?

Quali sono i contenuti che vuoi trasmettere attraverso la musica?

In realtà non scrivo mai con l’idea di trasmette contenuti. Io parlo di me e del mio modo di stare al mondo all’interno del quale ci sono i sentimenti, i valori, le immagini, le ambizioni, le delusioni e i ricordi che porto con me. Passo da tematiche più serie ad altre di assoluto cazzeggio, modificando anche il registro verbale, perché ho una personalità sfaccettata e questo mi aiuta a spaziare.

Parliamo delle pregiate esperienze di live, concerti e concorsi?

Mi mancano da impazzire. Stavo praticamente in tour dagli anni 90. Estate e inverno. Non ho mai attraversato più di un mese senza fare concerti da allora e oggi soffro. È sul palco e nella capacità di intrattenere che si vede il valore di un artista, è la cosa più bella di questo “lavoro” e non potrò mai rassegnarmi ai concerti in streaming senza il calore della gente.

Cosa ne pensi della scena musicale italiana? E cosa cambieresti/miglioreresti?

Io non sono nessuno per dare giudizi o cambiare le cose. Purtroppo fatico a trovare canzoni che mi piacciano ma è un problema mio e fortunatamente c’è tanta bella musica in giro per il mondo. Ma bisogna cercarla in pó. Se avessi la bacchetta magica cambierei solo l’atteggiamento che oggi si ha verso la musica in generale, concepita come un prodotto usa e getta.

Oltre al lavoro in promozione quale altro brano ci consigliate di ascoltare?

Mi ripeto…non posso ancora parlare del disco…ma il pezzo con Gemitaiz è una bomba!

Come stai vivendo da artista e persona questo periodo del covid-19?

Da in lato fare musica è una salvezza. Riverso nella scrittura le mie sensazioni e occupo il mio tempo componendo, registrando etc… Per contro mancano i live che sono ciò che da senso a tutto il lavoro svolto dietro le quinte e che rappresentano anche la sola fonte di guadagno per gran parte dei musicisti.

Quali sono i programmi futuri?

Continuare a fare musica e concerti, se ce lo impediranno mi piacerebbe trasferirmi con la mia famiglia in un paese più caldo.

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