Uno spritz con CAPITALE eccezionale formazione, storia e curiosità del gruppo partendo da IL MALE MINORE

Uno spritz con CAPITALE eccezionale formazione, storia e curiosità del gruppo partendo da IL MALE MINORE

Diamo oggi il benvenuto alla band CAPITALE, formazione poliedrica che sta facendo incetta di consensi coi suoi lavori musicali. Recentemente impegnata nella promozione del lavoro IL MALE MINORE, leggiamo con curiosità l’intervista alla band CAPITALE, grati e onorati per il loro tempo e la cortesia riservataci! Leggeremo di più sulla vita musicale e artistica dei componenti, la formazione CAPITALE si aprirà a noi con quelle che sono le collaborazioni, fra le tante, quelle con Astarte Agency, le esperienze, e i progetti futuri. Tuffiamoci in questo mondo speciale e diamo un caloroso benvenuto alla band CAPITALE!

Com’è nata la vostra passione per la musica?

La nostra passione, anche se ha seguito strade differenti, sicuramente nasce verso la fine degli anni 90 in cui tutti abbiamo iniziato ad affacciarsi alla musica suonata con tanti progetti differenti.

In generale penso che la passione per la musica e per il ritmo sia insito in tutte le persone, la passione nel fare musica è qualcosa che viene solo in alcuni, spinta sia dalla voglia di mettere in musica qualcosa che si ha dentro, sia dalla sfida di creare qualcosa di bello.


Com’è nato “CAPITALE” e il vostro sound?

Siamo tutti musicisti da anni, e nel corso del tempo i percorsi di molti di noi si sono intrecciati più volte in tante occasioni. Diciamo che la passione di tutti trova in comune la musica rock. Questa passione l’abbiamo sviluppata con percorsi differenti, chi venendo dal punk, chi dal rock più tradizionale, chi dal metal chi dall’indie-rock ed alla fine sono confluiti nel ideazione Capitale per provare a mettere insieme diverse strade e diverse esperienze.


Come è stato concepito il lavoro IL MALE MINORE?

Questo CDè un primo passo di un nuovo ideazione che è riuscito a mettere insieme 5 persone che, soprattutto, sentivano il bisogno di suonare.

Abbiamo deciso ad inizio 2020 di provare a scrivere qualcosa insieme, vedere cosa ne veniva fuori. Abbiamo scritto una dozzina di pezzi, scelto quelli che ci convincevano di più e li abbiamo registrati. Ed ecco qui “Il Male minore”. In questi brani c’è una foto di quello che ci passava per la mente in uno specifico momento delle nostre vite, infatti, risentendolo sembra quasi una fotografia.


Cos’è per voi l’arte, la musica?

L’arte nasce dall’esigenza dell’uomo di comprendere la realtà: osservandola, studiandola, assimilandola e rielaborandola. L’arte assieme alla filosofia è probabilmente il livello più alto dell’evoluzione della nostra mente, e che permette a chi ne usufruisce (in ogni sua forma) di aprirsi e sviluppare il pensiero.

L’arte è motore dell’animo, attiva piani ed angoli della nostra mente che altrimenti non sarebbero raggiungibili e che spinge l’uomo ad andare oltre il presente e la semplice sopravvivenza. Come diceva Majakovskji “L’arte non è uno specchio per riflettere il mondo, ma un martello per forgiarlo”


Quali sono le vostre influenze artistiche?

In comune abbiamo la scena underground romana di fine anni 90 ed inizio 2000, dove ci siamo anche conosciuti, e dove abbiamo condiviso un sacco di esperienze, ma ognuno di noi sviluppa i suoi gusti attraverso percorsi diversi.

Michele (voce) ad esempio è molto legato alla musica cantautoriale italiana e alla lettura. Daniele (chitarra) ha suonato pop punk per anni con i Vanilla Sky ma adesso come produttore musicale lavora spesso con la musica elettronica italiana ed estera. Antonio (chitarra) forse è quello più legato al rock tradizionale ed ha una collezione di vinili che ci si potrebbe costruire una palazzo. Leonardo gestisce il Pentatonic Live Club a Roma e produce musica, quindi ha una conoscenza vastissima di generi, musicisti e gruppi ed è appassionato di videomaking. Filippo (batteria) lavora come creativo nel marketing e pubblicità ed è stato forse il primo di noi ad avvicinarsi al mondo della musica suonata. Grazie al suo primo gruppo, gli Happy Noise, che già a metà anni 90 suonavano per i palchi italiani.



Quali sono le vostre collaborazioni musicali?

La cosa più curiosa è che 3 di noi (il esecutore Michele ed i 2 chitarristi Daniele ed Antonio), come side-project, suonano in un gruppo folk irlandese, i The Foggy Brew. Un genere fuori da ogni logica di mercato, ma divertentissimo da suonare.

Filippo (batteria) e Daniele (chitarra) hanno suonato insieme per anni con i Vanilla Sky condividendo un sacco di palchi in giro per Italia ed Europa.

Antonio (chitarra) ha suonato per anni con gli SweetSick nei primi anni 2000, il cui ultimo CDprima dello scioglimento, stava per rimanere in un cassetto. Poi, per una coincidenza del destino, quel CDè stato pubblicato dopo essere stato mixato da Michele (esecutore) che neanche fa il produttore musicale…

Un altro ricordo di collaborazione che ci fa sempre molto sorridere è che Leonardo (bassista) parecchi anni fa, per un periodo era solito andare in studio da Daniele (chitarrista) per fare un po’ di esperienza di produzione musicale visto che Daniele lo fa praticamente da quando è nato


E la collaborazione con Astarte Agency nel lavoro in promozione?

La collaborazione è nata qualche mese fa su consiglio dei Cara Calma, una band veramente figa a cui ci sentiamo molto legati come gusti e stile musicale e con i quali in passato ci siamo incrociati un sacco di volte grazie ad altri progetti.


Quali sono i contenuti che vuoi trasmettere attraverso la tua arte?

Il nostro primo obiettivo è fare musica che ci piace, musica che vorremmo sentire e soprattutto divertirci nel farla e nel suonarla. Attraverso questa musica ci piace dire quello che abbiamo dentro, parlare delle nostre storie ed esperienze, di come vediamo il mondo che ci circonda e di criticare quello che ci fa incazzare.


Parliamo delle vostre esperienze di live, concerti e concorsi?

Tutti abbiamo un po’ di esperienza che viene da altri progetti, ci piace da morire suonare dal vivo e probabilmente è la cosa che ci viene meglio. Purtroppo, la nostra “carriera live” inizia in un momento in cui i live si possono fare solamente in ascolto digitale. Speriamo di uscire da questa situazione il prima possibile e cominciare a suonare come si deve in giro!



Cosa ne pensi della scena musicale italiana? E cosa cambieresti/miglioreresti?

Purtroppo, ad oggi, tutto il movimento rock italiano è un po’ schiacciato da tante altre proposte con un enorme seguito e, dato il momento storico, il rock non ha neanche la possibilità di sopravvivere nei localetti, nei piccoli live, nel giro underground dove ha sempre potuto esprimersi e crescere.

Ma il rock esiste da più di 50 anni cambiando, trasformandosi e sperimentando nuove vie, non è qualcosa che sparisce, tornerà a suonare in tantissime forme diverse.


Oltre al lavoro in promozione quale altro singolo ci consigliate di ascoltare?

In generale siamo persone a cui piace più sentire un CDper intero che il singolo pezzo, un po’ come leggere un libro per intero piuttosto che leggerne solo un capitolo.

Del CDappena uscito probabilmente la track di chiusura, che dà anche il titolo al disco, “Il Male Minore” riassume un po’ le emozioni di questi ultimi mesi, è un pezzo molto personale e pieno di belle immagini. Sicuramente consiglierei quello.


Come state vivendo da artiere e persona questo periodo del covid-19?

Per noi è stata l’opportunità per iniziare questo ideazione e scrivere un sacco di musica, ci ha permesso di fermarci un attimo, fare il punto, ed iniziare questo percorso. E’ stato un momento storico assurdo, epocale, una vera e propria rivoluzione culturale, ma che ha anche aperto tante strade della mente.


Quali sono i vostri piani per il futuro?

La prima cosa che ci auguriamo è suonare il più possibile dal vivo. Il rock è una palla mortale se viene solo suonato in sala prove e riprodotto da Spotify. Il rock vive sui palchi e ne ha bisogno.

Nel frattempo, a causa di questo periodo di sospensione dei concerti stiamo scrivendo un sacco di nuova musica e probabilmente a breve pubblicheremo anche qualcosa di nuovo.

Speriamo il prima possibile di incontrarvi nei locali in giro per L’Italia con la birra in mano, la puzza di umido e sigarette, il pavimento appiccicoso, i cavi che si staccano sul palco, le casse che gracchiano, i fonici che si incazzano, le coppie che si baciano, le stecche del biliardino che rullano, gli amici che si imbucano, i vicini che si lamentano ed i panini in Autogrill alle 3 di mattina.

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