“‘O Scemanfù”, il primo inedito da solista di Antonio De Carmine Principe

“‘O Scemanfù”, il primo inedito da solista di Antonio De Carmine Principe

Fuori dal 16 gennaio “‘O SCEMANFÙ”, il primo singolo da solista di Antonio De Carmine Principe. Il primo di una lunga serie di brani inediti scritti e composti nel corso della sua vita, insieme ad altre nuove in arrivo e che vedranno la luce nel corso del 2026 e 2027.

Screenshot

Per la prima volta, dopo una vita passata a fare musica insieme ad altri, Principe torna alle sue canzoni inedite e si accinge a pubblicare il vasto repertorio con la sua Etichetta discografica, edizioni musicali NyNa City 91 Records, fondata con Giuseppe Corvino e Victoria Mellon. L’album è stato realizzato con il contributo del Nuovo Imaie

Il titolo del primo singolo, ‘O Scemanfù, è una tipica espressione napoletana, dal francese: je m’en fous me ne infischio). Indica una persona menefreghista, vanitosa, boriosa. Il brano racconta di un isolamento volontario, di una testarda idea di non volersi abituare al quotidiano “NUN ME VOGLIO ABITUÀ”. Il protagonista non si vuole abituare a vivere senza la persona desiderata, metafora con i propri sogni. Spesso dovremmo assecondare le proprie attitudini per essere più veri, senza seguire sempre le regole di come ci vorrebbe la società.

Lo Chemanfoù, nella canzone, prova a vivere senza alcuna maschera, rifiutando chiunque tenti di fargli passare quella voglia di starsene da solo e di trascurarsi un po’ e di lasciarsi andare, ma facendolo in modo sereno, quasi felice. “FINCHÉ NUN BUSSI TU NUN VENGO A ARAPÌ”. Il brano è stato interamente suonato e prodotto dallo stesso Principe che ha scelto in questo brano gli strumenti che ama di più: chitarra classica e acustica, basso, armonica, synth.

Fa che la tua vera natura di cantautore, di cantastorie ed il tuo enorme repertorio diventino testimonianza di un vita vissuta passata a scrivere canzoni”. Sono le parole di mia madre. “A quelli che queste canzoni le hanno amate… e a coloro non ci sono più, come il mio amico Frank Carpentieri, che mi spinse a riprendere per mano il mio repertorio e a fargli una promessa, appunto, quella di pubblicare tutte le mie canzoni inedite e di non tenerle chiuse nella mia stanza, ma di lasciarle libere dalle mie insicurezze.

Mauro Spenillo, Socio M, un giorno mi disse: <sai quanto io sia ancora affezionato al repertorio di Antonio De Carmine… e tante volte mi piacerebbe postare una canzone come la tua “Gennaro” e non posso farlo perché non c’è, eppure esiste! Allora pubblica queste canzoni, dai, fallo!> Una promessa fatta anche a mia madre.

Ma oltre a loro vorrei citare Alan Wurzburger, cantautore, e mio fratello Sasà ‘o pappavallo, a cui dedico questo disco, e vorrei ricordarmi anche di altri, come Marco Fasano che più volte me lo ha chiesto, come Antonio Spenillo, Antonio Del Gaudio, Giuseppe Caiafa, Victoria e tanti altri. Non ultimo, il mio fedele amico e fratello Peppe Corvino, da sempre con me, insieme a me e alle mie canzoni da oltre 40 anni! Eccomi qui, mi presento, mi chiamano principe, perché ho vissuto in un castello, ma io sono solo Antonio, scrivevo e scrivo ancora canzoni”.