Lovesick duo dall’Italia agli States a suon di blues

Lovesick duo dall’Italia agli States a suon di blues

Lovesick duo, ospite del nostro blog un interessantissimo duo di blues di grande successo. Composto da Paolo Roberto Pianezza (voce e chitarre) e Francesca Alinovi (voce e contrabbasso), i Lovesick duo sono da anni on the road col loro sound blues e le loro interessanti composizioni. Dopo tanti anni, successi sui palchi di settore tanto come ospiti di contest che da affermati artisti, il duo colleziona esperienze sia in Italia che negli Stati uniti, che visitano periodicamente ogni anno, ad arricchirsi ed arricchire ad ogni esperienza.

Un sentito ringraziamento a Paolo e Francesca, per il loro tempo, la cortesia e i racconti che ci hanno svelato in questa intervista. E partiamo subito con l’intro, d’obbligo: com’è nata la vostra passione per la musica?

Per entrambi, i nostri genitori sono stati importanti. Per Francesca è stato grazie alla mamma che l’ha accompagnata a lezione di pianoforte da piccola per la prima volta, per Paolo grazie specialmente al papà che l’ha introdotto a tanti grandi artisti degli anni ‘60 e ‘70 come i Beatles, i Led Zeppelin e tanti altri

Francesca al contrabbasso e Paolo al Lap steel guitar – Lovesick duo

Cosa significa e com’è nato il nome “Lovesick Duo”?

Il nome Lovesick Duo prende ispirazione da un pezzo reso celebre da Hank Williams, padre della musica country americana, che si chiama “Lovesick Blues”. Lovesick starebbe a significare il “mal d’amore”.

Come è stato concepito il singolo “All Over Again”?

Abbiamo scritto un intero CDin italiano uscito nel 2018, nato dopo tanti viaggi negli Stati Uniti proprio per “staccarci” dalle cover in inglese della tradizione e per far comprendere le “storie” al pubblico qui in Italia. È passato tempo, la nostra conoscenza dell’inglese è migliorata e, avendo anche tanto pubblico all’estero, abbiamo voluto “lanciarci” nella scrittura in inglese. All’inizio è nato tutto quasi per gioco, ma confrontandoci con amici americani abbiamo capito che la scrittura dei testi stava in piedi e siamo andati avanti. All Over Again arriva come gli altri brani dell’album da questo “metterci alla prova”.

E com’è nato il suo clip?

Avevamo programmato da tempo di girare il clip in un Comune limitrofo a Bologna ma non era possibile spostarsi appunto tra comuni, mancavano pochi giorni all’uscita del singolo e ci siamo inventati una scenografia molto semplice e diretta. Volevamo che il filmato rispecchiasse l’energia del pezzo. Una song energica e positiva, quasi “live”. Cosi abbiamo concentrato l’attenzione su noi due, sulle nostre espressioni e sulle nostre mani. Claudio Cioffi è stato bravissimo a capire quel che cercavamo e quindi a fare le riprese giuste con un montaggio molto ritmato.

Raccontateci qualche anteprima dell’album che conterrà il singolo?

L’album conterrà 13 tracce: dal country, al blues, al rock and roll, al western swing. Ci saranno anche ospiti tra cui Roberto Luti, alla chitarra resofonica, Alessandro Cosentino al violino e Lorenzo Assogna alla chitarra elettrica.

Quali sono le vostre influenze artistiche?

Sicuramente Hank Williams, Merle Travis, bob Wills, Chuck Berry, Merle Haggard e Willie Nelson, fino ai più attuali Pokey LaFarge e JD McPherson.

Quali sono le vostre collaborazioni musicali?

A parte gli ospiti sopra citati, il CDè interamente autoprodotto, anni di investimenti tra attrezzatura e studio ci hanno reso indipendenti sul lato della produzione musicale. Paolo ha un suo studio di registrazione da anni e durante il lockdown ci ha permesso di dare autonomia e consistenza nostra creatività.

Quali sono i contenuti che volete trasmettere con la vostra arte?

Parliamo d’amore, di relazioni, vogliamo trasmettere positività, energia, allegria e speranza, nel CDprecedente c’erano dei brani esplicitamente comici e altri più seri. In All Over Again l’ironia è racchiusa in certe espressioni e giochi di parole ma non esplicita come prima, ci piace questo sottile equilibrio.

Raccontaci delle vostre pregiate esperienze in tutta Italia, Europa e Usa

Da anni partiamo per gli Stati Uniti una volta all’anno per minimo un mese, e ciò ha fatto si che la lingua e la cultura della musica del Sud degli States penetrasse in noi, ma soprattutto lo spirito con cui là, gli abitanti, vivono la musica. La semplicità del fare musica ovunque a volte ci manca ed è uno degli approcci che cerchiamo di condividere con gli altri. Siamo sempre stati aperti a braccia aperte e anche nel resto d’Europa, Irlanda e Polonia abbiamo notato un entusiasmo eccezionale.

Come state vivendo da artisti e persone questo periodo del Covid-19?

Stiamo investendo tanto nella nostra musica, nel promuoverla, nel far circolare il più possibile energia positiva che serve in questo periodo. Anche se non suoniamo nei club, proponiamo diversa musica sui nostri canali social e siamo certi torneremo in tour non appena tutto sarà finito.

Quali sono i vostri programmi futuri?

Chiaramente promuovere questo album di cui siamo fieri ed entusiasti, ma non vogliamo smettere di scrivere anzi, qualche nuovo pezzo l’abbiamo già scritto, speriamo di fare un bel tour consistente in Europa e magari anche negli States. Ci saranno anche novità televisive e spero avremmo l’occasione di risentirci per potervele raccontare.

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