Tête-à-tête con KAUFMAN eccezionale formazione

Tête-à-tête con KAUFMAN eccezionale formazione

Straordinaria e interessante intervista oggi alla band KAUFMAN, formazione poliedrica che sta raccogliendo consensi crescenti nel pubblico italiano. Recentemente impegnata nella promozione del lavoro PARKOUR (LATO A), pubblichiamo con estremo interesse l’intervista alla band KAUFMAN, grati e onorati per il loro tempo e la cortesia riservataci! In punta di piedi ma con la curiosità di un bambino entriamo nella musica e nella vita dei componenti, la formazione KAUFMAN si aprirà a noi con quelle che sono le collaborazioni, come ad esempio con Astarte Agency, le esperienze, e i progetti futuri. Entriamo nel vivo dell’intervista e diamo un caloroso benvenuto alla band KAUFMAN!

Com’è nata vostra la passione per la musica?

Sai che non saprei dire esattamente? Forse quando da bambino la domenica mia mamma metteva Baglioni sul giradischi, oppure tra i banchi di scuola in adolescenza. O forse era già nel dna.

Descrivi “KAUFMAN” e i suoi pregi e i suoi difetti

 

Kaufman è un progetto pop legato alla scena indie italiana o it pop. La scrittura è fatta di immagini e citazioni e parla un linguaggio diretto e l’arrangiamento musicale è una commistione eclettica di generi.

A volte l’ispirazione ti coglie quando meno te l’aspetti. È stato così per PARKOUR (LATO A)?

 

Parkour non è un lavoro dall’ispirazione istantanea, di getto. Belmondo, il nostro scorso disco era stato così: compatto, figlio di un’ispirazione legata a un flusso unico. Parkour è una scelta ponderata di canzoni che vengono da momenti diversi, con idee diverse, mood diversi. Racconta l’ampiezza di un mondo emotivo.

Si sa che un’immagine vale più di mille parole, ma le note non sono da meno! Il lavoro è stato valorizzato da una clip?

 

L’unico brano di Parkour che ha  avuto un video è Lelaina, prodotto da Dade. Il video , girato da Frigobar produzioni ,, Mirko Barile e Roberto Amato, racconta una storia di due ragazzi dentro un teatro vuoto. Immagine che ci è parsa molto evocativa e attuale .

Il lavoro fa parte di una serie di uscite che culminerà in un disco?

 

Judo (feat. Cimini) è un singolo che lancia il disco Parkour (lato a), dopo le uscite di 3 gin tonic, Universo e Trigonometria (feat. Legno)

Cos’è per voi l’arte, la musica?

L’arte, secondo me, è usare la finzione per raccontare la realtà. Le canzoni sono un po’ così: creiamo immagini e situazioni per raccontare emozioni o sentimenti verissimi.

Quali sono le vostre influenze artistiche?

Abbiamo tantissime influenze, è difficile cristallizzarne alcune. La musica oggi è soprattutto contaminazione e quindi ogni ascolto o cultura ne influenza la scrittura. Alla base dei Kaufman c’è la musica dei cantautori italiani, c’è la scena indie contemporanea, c’è perfino qualcosa preso dalla trap, dal rap, dal soul.

Quali sono le vostre collaborazioni musicali?

In questo disco abbiamo collaborato con i Legno, Cimini, Dade e Rossella Essence in produzione.

E la collaborazione con Astarte Agency nel lavoro in promozione?

Ci conosciamo da tempo, abbiamo lavorato insieme anche su Belmondo e ci siamo sempre trovati molto bene.

Quali sono i contenuti che volete trasmettere attraverso la vostra arte?

Come dicevo prima, la nostra musica racconta spaccati di realtà contemporanea mescolando alti e bassi, momenti insignificanti a scossoni emozionali. Attraverso una serata davanti a un gin tonic escono progetti di vita, rapporti passati e futuri, fluisce la vita.

Parliamo delle vostre pregiate esperienze di pubblicazioni, live, concerti o concorsi?

Dal 2017 quando è uscito Belmondo abbiamo avuto tantissime soddisfazioni: passaggi in radio nazionali, playlist di spotify, qualche copertina e tanti, tantissimi concerti in tutta Italia.

Cosa ne pensate della scena musicale italiana? E cosa cambiereste/migliorereste?

Trovo la scena musicale italiana molto prolifica. L’avvento dell’itpop ha trasformato radicalmente il tessuto musicale passando dai bar davanti a poche persone ai palazzetti o addirittura agli stadi, fino a Sanremo. Non solo, gli interpreti di questo mondo sono diventati autori per i performer del mainstream modificandone il linguaggio e l’immaginario.

Oltre al lavoro in promozione quale altro brano ci consigliate di ascoltare?

A me piace molto Bart Simpson.

Come state vivendo da artista e persona questo periodo del covid-19?

Non è stato un periodo facile,artisticamente ed emotivamente. La scrittura ci ha aiutato ad esorcizzare certe paure, a creare una normalità quando non c’era. E ora, che la normalità pare tornare a poco a poco queste canzoni hanno una vita diversa.

Quali sono i vostri programmi futuri?

C’è un Parkour (latob) che deve uscire con nuove collaborazioni e che finisce il raccont iniziato con il lato a.  Ci cncentriamo su quello e poi speriamo di portarlo in giro dal vivo il più possibile.