Una voce dolcissima canta di un Gioco amaro: Caterina Querci si racconta

Una voce dolcissima canta di un Gioco amaro: Caterina Querci si racconta

Con grande piacere diamo il benvenuto a Caterina Querci, talento artistico poliedrica che sta raccogliendo consensi crescenti nel pubblico italiano. Recentemente impegnata nella promozione del lavoro Gioco amaro, leggiamo con curiosità l’intervista a Caterina Querci, grati e onorati per il suo tempo e la cortesia riservataci! Scopriremo interessanti retroscena musicali e di vita, Caterina Querci si confiderà con noi con quelle che sono le collaborazioni, come ad esempio con Red&Blue, Emanuele Riccobono, Chiara Lucchesi, Davide Calandra, le esperienze, come Tour Music Fest, Area Sanremo, e di Speaker Radiofonico e i progetti futuri. Ma largo ai convenevoli, diamo un caloroso benvenuto a Caterina Querci!


Com’è nata la passione per la musica? 

Ho sempre avuto una forte passione per la musica fin da piccola, tant’è che ironicamente la definisco la mia “vocazione”. La scintilla per il canto è scoccata però quando da bambina, ogni sabato sera, mi ritrovavo a cantare con le amiche al karaoke della pizzeria. Da lì ho capito che, per me, il canto non era semplice divertimento, ma una parte della mia vita, che mi ha portato a continuare fino ad oggi.

Parlaci di Caterina Querci e il suo personaggio, il suo sound? 

 “Caterina Querci” è semplicemente il mio vero nome, che ho deciso di mantenere anche come nome d’arte per puro gusto personale. Per quanto riguarda il mio sound, mi piace definirlo un genere “ibrido”, dato che ci sono forti richiami all’ R&B, al Soul e alla musica internazionale. Amo sperimentare e cerco di andare oltre il concetto di musica italiana tradizione, anche se i riferimenti all’Italia ci sono sempre, visto che prima di tutto sono una cantautrice e sono italiana. 

Come è stato concepito il lavoro GIOCO AMARO? 

Gioco Amaro nasce dalla collaborazione con la pianista Chiara Lucchesi, cara amica e collega con cui sto lavorando da molto tempo alla realizzazione di un concept artistico. Gioco Amaro è stato scritto insieme a Chiara, spinte dalla necessità di comunicare in musica i nostri pensieri e le nostre emozioni. Sentivamo l’esigenza di farci conoscere parlando di un argomento non scontato e che rappresentasse in qualche modo le nostre esperienze. Un tema diverso che abbiamo pensato fosse adatto per un sound profondo e allo stesso tempo innovativo.

  

E com’è nato il suo clip? 

Il clip è nato dall’idea di voler rappresentare la metafora del Gioco Amaro, ovvero la falsità delle persone, attraverso un gioco vero e proprio, in questo caso una partita a scacchi. I due sfidanti rappresentano rispettivamente il buono e il cattivo, dove però, alla fine, è il primo a prevalere sul secondo. Quindi anche il clip, come il singolo stesso, nasconde un significato preciso.


E l’album da cui è estratto? Oppure è in cantiere un album che lo conterrà? 

Gioco Amaro è stato lanciato come singolo d’esordio. Al momento io e Chiara stiamo lavorando alla produzione di altri brani e uno di questi verrà rilasciato presto online.

Com’è stato il percorso dall’esordio ad oggi? 

È stato un percorso molto lungo, ho iniziato a studiare canto all’età di 12 anni nella mia città (Prato), per poi proseguire gli studi fino a Milano. Ho sempre cercato poi di fare più esperienze possibili, ho girato molte città italiane in cui mi sono esibita, ho fatto provini, masterclass e mi sono cimentata in vari generi, dal Gospel al Musical. Tutto ciò mi ha permesso di arrivare ad oggi con un’identità artistica più definita, permettendoci finalmente di lavorare ad un proprio concept musicale.

Quali sono le influenze artistiche? 

La musica Soul e R&B ha influenzato tantissimo il mio stile.  Mi riferisco in particolare a cantanti come Christina Aguilera e Beyoncé, fino alle storiche Etta James e Aretha Franklin, tutt’ora grandi fonti di ispirazione.

Quali sono le collaborazioni musicali? 

Lavoro sempre a quattro mani con la musicista Chiara Lucchesi, una pianista fantastica e grande professionista (laureata al Conservatorio di Firenze). Sono molto felice di condividere questo concept con lei, perché siamo un team efficiente che lavora in piena sinergia e sintonia. Mi ritengo fortunata perché non è semplice trovare qualcuno che condivida le tue stesse idee. 

E la collaborazione/i con Emanuele Riccobono, Chiara Lucchesi, Davide Calandra nel lavoro in promozione?  

Si è rivelato un team fortissimo e sono molto soddisfatta del nostro lavoro.

Quali sono i contenuti che vuoi trasmettere attraverso la musica? 

Non c’è un tema specifico; quando canto e scrivo si parla di amore, di delusioni, di felicità e altro ancora e ognuno è libero di rispecchiarsi in questo come meglio crede. L’importante per me è che l’ascoltatore possa sentirsi il protagonista del pezzo.

Parliamo delle pregiate esperienze di live, concerti e concorsi come Tour Music Fest, Area Sanremo, e di Speaker Radiofonico? 

Partecipare a manifestazioni importanti come il Tour Music Fest e Area Sanremo sono esperienze che arricchiscono il tuo bagaglio e ti fanno crescere, a prescindere dal fatto che tu vinca o meno. Il Tour Music Fest soprattutto mi ha portato molte soddisfazioni, perché sono arrivata tra i 15 semifinalisti nazionali portando un componimento Soul (Feeling Good) che mi rappresentava a pieno. Invece per quanto riguarda l’attività di Speaker Radiofonico, questa è nata quasi per caso, quando sono arrivata a Radio Prato come ospite e sono uscita come speaker (a volte la vita può sorprenderti!). Fare la speaker è stato molto divertente e coinvolgente, mi ha permesso di conoscere tanti validi artisti, personaggi e nuove realtà di cui prima non ero a conoscenza. 

Cosa ne pensi della scena musicale italiana? E cosa cambieresti/miglioreresti? 

Credo che negli ultimi anni la musica italiana di oggi si sia integrata molto con i trend e le sonorità internazionali e questo è sicuramente positivo, perché è giusto innovarsi e non restare ancorati al classico neomelodico. Credo anche che la globalizzazione e la digitalizzazione abbiano permesso alla musica italiana di raggiungere un pubblico più ampio, rispetto a molti anni fa. Dall’altra parte in Italia, secondo me, c’è spesso la tendenza a promuovere artisti partendo dall’immagine o da fattori secondari e non dalla base, ovvero la qualità. Questa per me è la grande differenza tra il mercato italiano e quello internazionale (per esempio statunitense), dove si costruisce un “personaggio” partendo dalle sue capacità, che non sono considerate opzionali, ma necessarie.

Oltre al lavoro in promozione quale altro componimento ci consigliate di ascoltare? 

Gioco Amaro è il mio primo inedito ufficiale, ma sul mio canale Youtube “Caterina Querci” potete trovare varie cover, nell’attesa che esca il mio prossimo singolo!

Come stai vivendo da talento artistico e persona questo periodo del covid-19? 

Il mondo della musica, soprattutto del live, è stato gravemente colpito dal Covid-19 (come del resto tutti i settori), quindi le possibilità di poter tornare ad esibirsi sono per ora molto ristrette. I social e internet ti permettono di restare in contatto con l’esterno, ma chiaramente non è equiparabile al fare un concerto con un pubblico. Quindi, sia come talento artistico che come persona, spero che questa situazione possa finire il prima possibile, per poter tornare finalmente alla vita di sempre. Ho fiducia nel progresso e nella scienza.

Quali sono i programmi futuri? 

Ad oggi sto continuando a lavorare insieme a Chiara alla realizzazione di nuovi singoli, che sono in fase di produzione. L’obbiettivo è sempre quello di fare buona musica. Poi in futuro chissà, speriamo che possa riservarci piacevoli sorprese!

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