Uno spritz con Beatriss  eccezionale artista, vita e curiosità partendo da “Senza niente”

Uno spritz con Beatriss eccezionale artista, vita e curiosità partendo da “Senza niente”

Accogliamo calorosamente e spalanchiamo le nostre curiose orecchie a Beatriss , artista poliedrica che sta raccogliendo ampi consensi sulle piattaforme digitali e non solo. Recentemente impegnatA nella promozione del lavoro “Senza niente”, leggiamo con curiosità l’intervista a Beatriss , grati e onorati per il suo tempo e la cortesia riservataci! Entriamo più a fondo nella vita e nelle opere, Beatriss ci racconterà con quelle che sono le collaborazioni, le esperienze, e i progetti futuri. Ma largo ai convenevoli, diamo un caloroso benvenuto a Beatriss !

Come è nata la tua passione per la musica?

La musica è sempre stata il sottofondo delle mie giornate, quindi non saprei indicare il momento preciso in cui questa passione è nata. La modalità è stata particolare, ad 11 anni ho iniziato a studiare danza come facevano tutte le mie amiche, poi nel tempo mi sono appassionata anche al canto ed alla recitazione studiando in un’ Accademia di musical. Negli ultimi anni, ho sentito l’esigenza di raccontare la mia storia e non più quella di altri personaggi, ed allora ho iniziato a scrivere.

“Beatriss” vogliamo sapere di più dei tuoi superpoteri…!

In realtà, sono ancora in quella fase della vita in cui il supereroe deve capire di avere dei superpoteri e deve imparare ad usarli.

Da un incontro o da uno scontro, tutto può essere ispirazione. Com’è nato il lavoro “Senza niente”?

Le sensazioni di cui parlo in “Senza niente” mi hanno accompagnata per tutta la vita, almeno finora, quindi scrivere questa canzone è stato come ripercorrere vari momenti e metterli per iscritto.

E com’è nato il suo videoclip?

Il videoclip è stato ideato e girato dalla Double Vision di Cernusco sul Naviglio. Sono stata molto fortunata perché la loro idea del brano incontrava perfettamente l’estetica e l’atmosfera che avevo in mente quando l’ho scritto. Abbiamo voluto rappresentare un’ambientazione notturna, quel momento in cui si resta soli con i propri pensieri e le proprie emozioni e non possiamo fare altro che affrontarle.

È prevista l’uscita di un disco?

Per il momento no, ma ho in programma di continuare a lavorare a nuova musica.

Cos’è per te l’arte, la musica?

Secondo me l’arte è una delle maggiori fonti di bellezza che esistono al mondo. Mi ha sempre affascinato ogni forma d’arte, come l’essere umano possa creare qualcosa di così sublime con le proprie mani, dal nulla, sfruttando solo la propria sensibilità ed il proprio vissuto. Per quanto riguarda la musica, come ho già detto, è sempre stata una costante nelle mie giornate, qualcosa in grado di darmi ogni volta emozioni, e di farmi sentire capita anche nei momenti in cui le persone che mi circondano non ci riescono.

Quali sono i contenuti che vuoi trasmettere attraverso la tua arte?

Ricollegandomi alla domanda precedente, vorrei che la mia musica potesse dare agli alle persone quello che la musica di altri artisti ha dato a me: felicità, speranza, comprensione, protezione. Vorrei anche che gli ascoltatori percepissero verità nelle parole che scrivo e che lo prendessero come spunto per mostrarsi anche loro senza filtri, senza temere il giudizio degli altri.

Parliamo delle tue pregiate esperienze di pubblicazioni, live, concerti o concorsi?

Certo! Questo è il primo brano pubblicato quindi non ho ancora avuto modo di fare concerti ma è sicuramente uno degli aspetti che reputo più importanti e che spero arrivino presto. Mi piacerebbe partecipare anche a dei concorsi musicali.

Cosa ne pensi della scena musicale italiana? E cosa cambieresti/miglioreresti?

Penso che ci siano molti artisti validi, alcuni dei quali guardo come veri e propri punti di riferimento. Parlando in generale, mi piacerebbe vedere nel mainstream una quantità e diversità di generi maggiore.

Oltre al lavoro in promozione quale altro brano ci consigli di ascoltare?

Un brano che ho scoperto recentemente e mi ha colpito molto è “To Zion” di Lauryn Hill con la leggendaria chitarra di Carlos Santana.

Quali sono i tuoi sogni nel cassetto?

Sono una persona scaramantica, quindi non li dico ad alta voce se no non si realizzano. Qualsiasi cosa arriverà dal mondo della musica sarà ben accetto ed io nel frattempo continuerò a lavorare perché questo succeda.

In “Senza niente” emerge una vulnerabilità intensa e quasi disarmante: quanto è stato difficile trasformare una rottura personale in un racconto musicale così autentico?

Per quanto mi riguarda, la parte più difficile è vivere le situazioni e capire i motivi per cui sono successe. Una volta metabolizzati i sentimenti, la fase di scrittura rappresenta quasi una liberazione, un sancire una conclusione. Sicuramente, mostrarsi vulnerabili non è mai semplice perché è sempre presente la paura del giudizio degli altri, ma nel tempo ho imparato che mostrarsi per come si è realmente è una delle più grandi forme di coraggio e di libertà.

Il brano si muove tra atmosfere trapsoul e R&B con grande eleganza emotiva: come nascono queste sonorità e quali influenze hanno maggiormente guidato la tua scrittura?

Crescendo alla fine degli anni ‘90 ed inizio 2000, sono stata molto influenzata dall’hip-hop, dall’R&B, e dal funk di quegli anni. Per quanto riguarda l’aspetto testuale ho cercato di usare un linguaggio semplice, senza sovrastrutture.

C’è un tema molto forte legato alla paura di lasciarsi andare e di abbandonare le proprie difese: pensi che oggi, soprattutto tra Millennials e Gen Z, sia più difficile mostrarsi senza filtri?

Penso che questa sia una paura che accomuni tutti gli esseri umani di tutte le generazioni. Sicuramente ora, con i social network, questa paura può essere maggiore, ma è anche vero che si sono aperte discussioni su molte tematiche che una volta erano considerate tabù, quindi, a conti fatti, non credo che oggi sia più difficile mostrarsi vulnerabili rispetto al passato.

Il videoclip sembra enfatizzare il senso di isolamento e liberazione interiore: quanto è stato importante per te tradurre visivamente questo viaggio emotivo?

Molto, io credo che la componente visiva sia complementare a ciò che ascoltiamo per portare avanti una narrazione coerente e per creare delle atmosfere, degli immaginari. Pensiamo anche al cinema, a quanto sia fondamentale l’unione della musica e della fotografia.

Dopo questo singolo così intimo e significativo, quali progetti futuri immagini per il tuo percorso artistico?

Mi piacerebbe lavorare a qualcosa di più solare, in vista dell’estate, anche se vorrei sempre conciliare tematiche riflessive o profonde ad un sound moderno e volendo ballabile.