Tommaso Novi, sensibile e delicato pianista pisano


Tommaso Novi
 è un pianista, cantautore e musicoterapista pisano. Si forma in pianoforte e composizione. Detiene una cattedra di Fischio Musicale a Pisa e attualmente collabora con il Dipartimento di Didattica del Conservatorio di Musica “L. Cherubini” di Firenze.

Un grande artista, sensibile e delicato, che ringraziamo per il tempo concessoci e che apprezziamo in questi giorni per il suo nuovo singolo in rotazione radiofonica e sulle piattaforme digitali chiamato “Aria”. Dotato di inventiva e talento, vanta numerose esperienze di rilievo e collaborazioni, che scopriremo più avanti, di alto livello!

Ma lasciamo il diretto interessato rispondere alle nostre curiosità, ringraziandolo ancora per la sua apprezzatissima gentilezza!

Com’è nata la tua passione per la musica?

Ho iniziato a studiare pianoforte da molto piccolo. L’inizio della passione, un concerto per i condomini all’età di 6 anni: suonai delle composizioni facili di Mozart e Bach

Come è stato concepito il singolo “Aria? W com’è nato il suo videoclip?

Ho lavorato molto al testo di Aria, non ha avuto una genesi veloce. Volevo raccontare una vicenda d’amore nel momento in cui la stavo vivendo, seguendone gli sviluppi durante la scrittura. L’idea di un video acquatico è stata quasi casuale: un giorno mentre lavoravo al brano mi misi a guardare un video del nuotatore Michael Phelps e il contrasto mi sembrò molto interessante.

Quali sono le tue influenze artistiche?

Debussy per un certo pianismo di inizio ‘900, Thelonious Monk per il suo contributo al bebop, Scott Joplin, Jelly Roll Morton, la musica sinfonica dei grandi russi del xx secolo, i Queen, Lucio Dalla e i cartoni animati degli anni ’80

Raccontaci di “La Prima Cosa Bella” e “Una Festa Esagerata” e l’esperienza con “I Gatti Mézzi”?

Il mio fischio nel cinema è sempre un momento di grande orgoglio per me; sono felicissimo delle esperienze con Virzì, i maestri Nicola Piovani e Remo Anzovino, spero che arriveranno collaborazioni altrettanto importanti. I Gatti Mézzi: un sogno durato 10 anni, una grande parentesi magica della mia vita artistica con quasi 1000 concerti e migliaia di dischi venduti.

Come hai concepito e sei arrivato al tuo lavoro “Se Mi Copri Rollo Al Volo”?

C’è stata questa urgenza di raccontare come, ad un certo punto dei miei 20 anni, mi sono salvato da una disfatta annunciata, attraverso un percorso di auto ristrutturazione tramite i video games. Ho scritto anche un libro su questo, si chiama “Mi Sono Scavao La Casa”, come l’omonima canzone.

Quali sono le tue attuali collaborazioni musicali?

Ultimamente sono molto chiuso sulle mie produzioni a fianco di due grandi musicisti come Daniele Paoletti e Matteo Anelli.

Raccontaci le tue pregiate esperienze al fianco di altrettanto grandi artisti, fra cantautori e jazzisti?

Ricordo con grande gioia un duetto a due pianoforti, a Radio Rai 2 con Stefano Bollani e un duetto con Paolo Fresu (io al fischio lui al flicorno) a un Berchidda Jazz di 10 anni fa.

Come stai vivendo da artista e persona questo periodo del covid-19?

Come artista sono preoccupato per il futuro di una categoria stanca e maltrattata come quella di chi fa il mio mestiere. Orfani del palcoscenico e incapaci di dare un peso al nostro lavoro, ci ritroviamo stanchi e spaventati in questa sterile conta di visualizzazioni e   riscontri sui social. Stiamo perdendo le passioni del palco, stiamo diventando tutti agenti di borsa. Come essere umano recluso confesso di non star soffrendo molto, amo stare in casa e sono abituato a lunghe clausure. In ogni angolo della mia casa ho seminato un vizio, un interesse, una passione: traggo molto benessere da questo.

Quali sono i tuoi programmi futuri?

Preparare l’arrivo del terzo singolo e l’uscita del disco “terzino fuorigioco” prevista per la  primavera.

 

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